Gorizia, regina delle città invisibili. Ancora aperte le call di In\Visible Cities. Festival transfrontaliero, dedicato alle energie immateriali delle metropoli contemporanee

Un titolo di calviniana memoria, per un festival dal respiro europeo e dagli orizzonti ampi, proiettati al futuro. Le città invisibili di In\Visible Cities sono quelle in cui le piazze, gli edifici, i cortili, non sono visti e vissuti unicamente come luoghi fisici, ma anche come dispositivi dell’immaginazione, del pensiero, della mutazione, della virtualità. Esplorare […]

Un titolo di calviniana memoria, per un festival dal respiro europeo e dagli orizzonti ampi, proiettati al futuro. Le città invisibili di In\Visible Cities sono quelle in cui le piazze, gli edifici, i cortili, non sono visti e vissuti unicamente come luoghi fisici, ma anche come dispositivi dell’immaginazione, del pensiero, della mutazione, della virtualità. Esplorare il coté immateriale delle città, insieme alla loro natura potenziale, è la sfida lanciata agli artisti dall’associazione Quarantasettezeroquattro. E dunque, nell’epoca delle smartcity, l’idea è quella di usare l’arte e la multimedialità per interpretare gli spazi fisici, per cambiarli, per riprogettarli, per farne contenitori di storie e generatori di azioni: spazi attivi, partecipati, creativi.
Grazie alla collaborazione con tredici partner europei, il festival, che sceglie una dimensione transfrontaliera, si svilupperà con una formula itinerante: dal 3 al 7 giugno l’opening, a Gorizia, quindi le tappe successive a Londra, Nijmegan, Lubiana, Koper, Pula. In programma un palinsesto fitto di workshop, installazioni, videomapping, live performance, spettacoli di danza e teatro, tutti inediti o adattati allo spazio urbano in cui avranno luogo. Tutto sempre “on the road”, sfruttando l’energia e le ampiezze degli spazi pubblici.
Aperto fino al 28 febbraio 2015 il bando rivolto gli artisti che vogliano vivere un’esperienza di residenza, mentre fino al 20 aprile c’è tempo per rispondere a una call indirizzata ai creativi che lavorano col videomapping. Il 18 maggio, poi, si parte con le residenze, nell’attesa che si alzi il sipario sull’evento.
Infine una parentesi sociologica ed evocativa, che – dal presente più incalzante – volge lo sguardo alla storia. In occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale, la sezione “Le città e la guerra” prova ad esplorare da un punto di vista urbanistico ed architettonico le conseguenze fisiche, psicologiche e simboliche dei conflitti: come cambiano gli spazi urbani, durante le catastrofi belliche, e come cambia, soprattutto, il modo di viverli, di abitarli, di interpretarli. E dunque di essere comunità cittadine, di senso, di radici e di destino.

www.invisiblecities.eu

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.