Dopo l’Oscar eroinomane, ecco il cocainomane. L’artista Plastic Jesus scandalizza ancora Hollywood con le sue provocatorie sculture

Mentre mezza California è in subbuglio per l’appuntamento più importante dell’anno, quello con gli Oscar, lo street artist e fotografo londinese trapiantato a Los Angeles, Plastic Jesus, non si lascia sfuggire l’occasione per farsi notare. Davanti la stella di Elvis, in pieno centro dell’Hollywood Boulevard, compare una versione gigante della statuetta di zio Oscar in […]

La nuova scultura di Plastic Jesus

Mentre mezza California è in subbuglio per l’appuntamento più importante dell’anno, quello con gli Oscar, lo street artist e fotografo londinese trapiantato a Los Angeles, Plastic Jesus, non si lascia sfuggire l’occasione per farsi notare. Davanti la stella di Elvis, in pieno centro dell’Hollywood Boulevard, compare una versione gigante della statuetta di zio Oscar in atteggiamento sospetto: l’uomo dorato è in posizione prona, intento a farsi due strisce di coca… Il titolo dell’opera? Miglior festa di Hollywood. L’anno scorso, nello stesso periodo, Jesus aveva piazzato un altro Oscar gigante con laccio emostatico al braccio e siringa (allusione alla morte di Philip Seymour Hoffman). Niente di nuovo in realtà, solo l’altra faccia di Hollywood, ma qualche ipocrita ancora si indigna.
L’Oscar cocainomane è apparso alle nove di giovedì mattina, ma dopo le minacce di denuncia di un passante, l’artista ha deciso di riportare la scultura nel suo studio fino a domani mattina, quando verrà piazzata su Melrose Avenue. Lo street artist approfitta del momento più glamour dell’anno per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle urgenze della città, come l’abuso endemico delle droghe ricche. Se poi con l’occasione riesce a fare anche a fare parecchio cash (l’istallazione dello scorso anno gli era valsa 25mila mila dollari) è solo un effetto collaterale…

– Federica Polidoro

 

 

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.