Berlinale Updates: Lea Seydoux, la quintessenza vivente del cinema. Che lascia il red carpet vuoto e gli organizzatori in brache di tela

La sfortuna sembra non abbandonare questo festival nato sotto una cattiva stella. Per il red carpet del sabato l’organizzazione aveva scelto la giovane rampolla e diva francese Lea Seydoux, protagonista del film di Benoit Jaquot Diario di una cameriera. Lei i numeri ce li ha proprio tutti: bella, ricca, intelligente, sexy, figlia di papà, donna […]

La sfortuna sembra non abbandonare questo festival nato sotto una cattiva stella. Per il red carpet del sabato l’organizzazione aveva scelto la giovane rampolla e diva francese Lea Seydoux, protagonista del film di Benoit Jaquot Diario di una cameriera. Lei i numeri ce li ha proprio tutti: bella, ricca, intelligente, sexy, figlia di papà, donna di successo e testimonial di Miu Miu. Ma a Berlino ha lasciato che il tappeto rosso, quello che doveva essere il più importante, andasse deserto. Male, molto male per il tono del festival. Buon per lei che prima ancora dei trent’anni sta già forgiando il mito di se stessa.
Lesbica coi capelli blue per Adbellatif Kechiche, personaggio da favola per Christophe Ganz, Loulou de la Falaise per Bertrand Bonello, Lea è la quintessenza vivente del cinema. Non solo perché ha lavorato per Quentin Tarantino, Woody Allen, Ridley Scott, Raul Ruiz, Amos Gitai, Ursula Meyer e Sam Mendes, ma perché nel suo albero genealogico tutto rimanda al cinema: suo nonno, Jérôme Seydoux, è il presidente della Pathé, il suo prozio, Nicolas Seydoux, è presidente della Gaumont; l’altra prozio, Michel Seydoux, anche lui produttore cinematografico, sua madre è un’ex attrice ora filantropa (il padre è fuori dal settore intrattenimento, ma anche lui un imprenditore, Amministratore Delegato della Parrot).
Con soldi a catinelle e un’infazia passata insieme ad amici di famiglia come Nan Goldin, Lou Reed, Mick Jagger e Christian Louboutin, per dire, Lea ha passato le sue estati nei migliori college americani. Desiderata dagli uomini, invidiata dalle donne, nota per la sua timidezza, ma anche per la sua personalità forte, è sensuale e semplice, misteriosa ed elegante, e abbaglia chiunque le posi gli occhi addosso. Non in questo freddo sabato berlinese, dove al suo posto c’era solo un vuoto siderale…

Federica Polidoro

 

 

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.