Alessandro Mendini vince l’European Prize for Architecture. “Una delle menti più rare e più iconiche nella storia dell’arte e dell’architettura”

Diventato famoso nel mondo come la più alta onorificenza dell’architettura europea, il premio è stato ideato nel 2010 e promosso dal Chicago Athenaeum Museum of Architecture And Design (USA), in collaborazione con The European Centre for Architecture Art Design And Urban Studies (Dublino, Atene). Parliamo dell’European Prize for Architecture, che con una cerimonia ufficiale sponsorizzata […]

Diventato famoso nel mondo come la più alta onorificenza dell’architettura europea, il premio è stato ideato nel 2010 e promosso dal Chicago Athenaeum Museum of Architecture And Design (USA), in collaborazione con The European Centre for Architecture Art Design And Urban Studies (Dublino, Atene). Parliamo dell’European Prize for Architecture, che con una cerimonia ufficiale sponsorizzata dalla Hyundai Motor Company, presso la nuova sede delle Torri Unicredit in piazza Gae Aulenti è stato consegnato pochi giorni fa a Milano all’italianissimo architetto Alessandro Mendini, classe 1931. È la prima volta che il riconoscimento – giunto alla sua quinta edizione – viene assegnato ad un architetto italiano: prima di lui, i vincitori erano stati il danese Bjarke Ingels (2010), i tedeschi Graft Architekten (2011), lo studio norvegese TYIN tegnestue Architects (2012) e l’architetto finlandese Marco Casagrande (2013).
Conferito a quegli architetti che hanno saputo dimostrare un’alta capacità progettuale e hanno contribuito significativamente al rispetto della vita umana e dell’ambiente costruito, con la scelta di Alessandro Mendini l’European Prize for Architecture conferma l’obiettivo di individuare quegli architetti europei che hanno cambiato e sfidato l’orientamento dell’architettura contemporanea, privilegiandone l’aspetto più umanistico, colto e intellettuale. Come architetto, filosofo, teorico dell’architettura, utopista e designer, Mendini infatti influenza l’architettura contemporanea e il design da quasi mezzo secolo. Il suo lavoro annovera la creazione di oggetti iconici, arredi, interni, dipinti, installazioni, architettura e pianificazione urbana, l’ideazione e direzione di straordinarie riviste sul progetto. Ha lavorato con il leggendario Studio Alchimia e con il fratello architetto Francesco ha fondato l’Atelier Mendini nel 1989.
Afferma Christian Narkiewicz-Laine, Presidente del Museo The Chicago Athenaeum: “Alessandro Mendini è una delle menti più rare e più iconiche nella storia dell’arte e dell’architettura. Il suo pensiero filosofico è più che originale. Egli ha spinto il suo pensiero oltre i confini della creatività, cercando incessantemente, e in un modo che non ha mai ammesso compromessi, l’idea più essenziale del progetto. E i risultati convergono sulle idee più utopiche e di vasta portata dei nostri tempi. In un’era in cui le idee sull’architettura sono copiate e riprodotte nel mondo intero con una velocità più che ‘virale’, Mendini e il suo lavoro rimangono impareggiabili, profetici e originali, con l’impronta unica di un architetto davvero geniale“. L’evento, che ha avuto luogo con il supporto e il patrocinio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Milano e con la partecipazione della Scuola di Design del Politecnico di Milano, si trasformerà in una mostra itinerante (ad Atene prima, a Chicago poi) e in un catalogo, curato da Claudia Donà e pubblicato dalla Metropolitan Arts Press.

Giulia Mura

 

 

CONDIVIDI
Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.