Al via la terza edizione dell’arcVision Prize – Women and Architecture. Ma cosa ci farà Daria Bignardi nella giuria di un premio d’architettura?

Salta subito ad occhi, il nome della giornalista e scrittrice ferrarese, tra le dieci donne incaricate di individuare la progettista cui andrà, la sera del 6 marzo, a ridosso della Giornata Internazionale della Donna, l’arcVision Prize – Women and Architecture 2015. Molte le conferme nella giuria internazionale del premio promosso, a partire dal 2013, da […]

Daria Bignardi

Salta subito ad occhi, il nome della giornalista e scrittrice ferrarese, tra le dieci donne incaricate di individuare la progettista cui andrà, la sera del 6 marzo, a ridosso della Giornata Internazionale della Donna, l’arcVision Prize – Women and Architecture 2015. Molte le conferme nella giuria internazionale del premio promosso, a partire dal 2013, da Italcementi Group per riconoscere il ruolo e il valore delle donne architetto: tra loro Odile Decq, cofondatrice e titolare dello Studio Odile Decq e Benedetta Tagliabue, cofondatrice dello studio EMBT di Barcellona, e alcune personalità della politica e della cultura come Vera Baboun, sindaco di Betlemme e Martha Thorne, Executive Director del Pritzker Prize, principale riconoscimento mondiale per l’architettura.
La presenza della Bignardi, cui si affiancano Shaikha Al Maskari, membro del Consiglio Direttivo dell’Arab International Women’s Forum-AIWF, Yvonne Farrell, cofondatrice dello studio Grafton Architects, Louisa Hutton cofondatrice dello studio Sauerbruch Hutton, l’attrice e scrittrice indiana Suhasini Mani Ratnam e Samia Nkrumah, presidente del Centro Panafricano Kwame Nkrumah, si deve al legame del premio con il progetto WE-Women for Expo, di cui è ambasciatrice. Sono circa quaranta le progettiste, provenienti per la prima volta da tutti i continenti, a contendersi il premio; a selezionarle una commissione tecnico-culturale, guidata dal direttore scientifico dell’arcVision Prize, Stefano Casciani. Tra i requisiti presi in considerazione ci sono l’aver concepito almeno un’opera costruita (o in corso di realizzazione) valutata come significativa nel campo delle infrastrutture sociali e aver svolto esperienze di studio o ricerca nello sviluppo di soluzioni costruttive innovative.
Odile Decq, in occasione della presentazione negli spazi della Triennale di Milano ha dichiarato il suo legame con l’arcVision Prize “un modo per dare una nuova visione delle donne in architettura e riconoscere la leadership del ruolo delle donne e della loro professionalità”. Ad ottenere il riconoscimento nelle edizioni precedenti sono state la portoghese Ines Lobo (2014) e la brasiliana Carla Juaçaba; la cerimonia di consegna sarà anche questa volta ospitata presso lo i.lab, il Centro Ricerca e Innovazione di Italcementi Group a Bergamo.

Valentina Silvestrini

http://www.arcvision.org/

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Valentina Silvestrini
Architetto con specializzazione in allestimento e museografia, si è formata presso l’Università La Sapienza e la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia". Ha intrapreso il proprio percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi.​ ​È stata assistente alla progettazione di mostre presso lo studio “Il Laboratorio srl” (Roma, 2004/2007); ha svolto un internship all’ufficio Eventi Speciali di Pitti Immagine srl (Firenze, 2008). All’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero (Roma, 2008/2010) ha ricoperto il ruolo di assistente alla progettazione di layout espositivi e alla direzione lavori, recandosi in centri espositivi ​in Giappone, Russia e Germania. ​Ha curato il coordinamento eventi e ​la​​​ comunicazione​ della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura (Perugia, 2011)​.​ ​​​​​Ha scritto e scrive per ​Abitare, ​abitare.it, ​domusweb.it, ​Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa e Cosebelle Magazine, di cui è caporedattrice design.​ ​Dal 2012 collabora con Artribune​.​