Volete diventare direttore degli Uffizi? Ora potete provarci. Ecco i titoli necessari per partecipare ai bandi, e gli stipendi promessi. Chi sceglierà? Il ministro e il direttore generale dei musei

SELEZIONE PUBBLICA, NON CONCORSO Sì, detta così suona un po’ anomala: i venti nuovi direttori dei principali musei italiani, per la ricerca dei quali sono stati pubblicati in questi giorni i bandi presentati ieri dal ministro Franceschini, saranno scelti dallo stesso ministro (per il livello dirigenziale generale), e in alcuni casi dal direttore Generale dei […]

Franceschini presenta i bandi a Roma

SELEZIONE PUBBLICA, NON CONCORSO
Sì, detta così suona un po’ anomala: i venti nuovi direttori dei principali musei italiani, per la ricerca dei quali sono stati pubblicati in questi giorni i bandi presentati ieri dal ministro Franceschini, saranno scelti dallo stesso ministro (per il livello dirigenziale generale), e in alcuni casi dal direttore Generale dei Musei del Mibact (livello dirigenziale non generale). Già, perché – come specificato fin dalle prime righe del testo – si tratta di una “selezione pubblica”, non di un “concorso”: per cui le commissioni che saranno formate da 5 esperti del settore, vaglieranno soltanto una terna di candidati per ogni direzione, che poi sottoporranno ai responsabili per la scelta finale. Una prassi sicuramente regolare e magari anche abituale, ma che lascia ampi margini di discrezionalità nelle scelte: queste poi rispecchieranno anche criteri di qualità, di merito e di competenza? Si potrà verificare solo dai risultati, e ognuno si formerà la propria convinzione.

VENTI POSTI, SETTE DI PRIMA FASCIA, TREDICI DI SECONDA
Intanto arrivano i bandi, per partecipare ai quali c’è tempo fino al 15 febbraio, suddivisi in due categorie, come si accennava: gli “uffici di livello dirigenziale generale” (corrispondenti alla prima fascia) riguarderanno Galleria Borghese, Roma, Gallerie degli Uffizi, Firenze, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, Gallerie dell’Accademia di Venezia, Museo di Capodimonte, Napoli, Pinacoteca di Brera, Milano e Reggia di Caserta. Avranno invece “uffici di livello dirigenziale non generale” (seconda fascia) Galleria dell’Accademia di Firenze, Galleria Estense di Modena, Gallerie Nazionali d’arte antica di Roma, Galleria Nazionale delle Marche, Urbino, Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia, Museo Nazionale del Bargello, Firenze, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Parco archeologico di Paestum, Palazzo Ducale di Mantova, Palazzo Reale di Genova e Polo Reale di Torino.

TITOLI RICHIESTI E STIPENDIO PROMESSO
Differenziato, ovviamente, anche il trattamento economico previsto, che nel primo caso sarà di 145mila euro lordi annui più eventuali 40mila euro come indennità di risultato, nel secondo caso 78mila euro più eventuali 15mila di risultato. Indifferenziati i titoli richiesti per partecipare: laurea specialistica o magistrale, ovvero diploma di laurea conseguito secondo l’ordinamento didattico previgente al regolamento di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, ovvero titolo di studio equivalente conseguito all’estero; particolare e comprovata qualificazione professionale in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali. Dimostrata – questa – dalla sussistenza di uno o più dei seguenti requisiti: essere dirigente di ruolo del Ministero; avere ricoperto ruoli dirigenziali, per almeno un quinquennio, in organismi ed enti pubblici o privati, ovvero in aziende pubbliche o private, in Italia o all’estero; essere in possesso di una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e post universitaria, da pubblicazioni scientifiche e da concrete esperienze di lavoro maturate, per almeno un quinquennio, anche presso amministrazioni pubbliche, in Italia o all’estero; provenienza dai settori della ricerca e della docenza universitaria in Italia o all’estero.

I TEMPI
La commissione, esaminate le domande pervenute, selezionerà, sulla base dei curricula e delle lettere di motivazione, fino a un massimo di 10 candidati per ciascun istituto e li convocherà per un colloquio, che avrà luogo nel mese di maggio 2015, presso la sede del Ministero dei beni culturali. All’esito del colloquio e comunque entro 90 giorni dal termine per la presentazione delle domande, la commissione individuerà la terna di candidati per ogni istituto da sottoporre al Ministro o al Direttore generale Musei.

  • Davide Alberto G.

    Franceschini e l’esterofilia “sinistra”!! È pieno di professionalità qualificate in Italia, ma se il modello di scelta dovesse essere quello Trione per nulla argomentato dal ministro allora adieu fiducia. Difficile averne con le premesse di presentazione, il Codice Italia delle scelte è sperpero delle eccellenze.

  • Enrico C.

    Volete diventare Ministro dei beni Culturali? Sarebbe il caso di fare un concorso nazionale per nominarne uno. Ne abbiamo bisogno di uno davvero capace, bisogno come il pane.