Snøhetta progetta a Parigi la nuova sede del quotidiano Le Monde. Dopo il New York Times di Renzo Piano un’altra redazione griffata

Non arrivano soltanto cattive notizie dalle redazioni dei giornali parigini. Il New York Times si è fatto la nuova sede su progetto di Renzo Piano? Noi, hanno pensato a Le Monde, non vogliamo essere da meno: e scegliamo Snøhetta. Sembrano curiosamente essere le sedi dei grandi quotidiani mondiali – ma non erano in crisi? – […]

La nuova sede di Le Monde, by Snøhetta (foto Snøhetta)

Non arrivano soltanto cattive notizie dalle redazioni dei giornali parigini. Il New York Times si è fatto la nuova sede su progetto di Renzo Piano? Noi, hanno pensato a Le Monde, non vogliamo essere da meno: e scegliamo Snøhetta. Sembrano curiosamente essere le sedi dei grandi quotidiani mondiali – ma non erano in crisi? – il nuovo campo di “battaglia” delle archistar internazionali: è proprio di oggi infatti la notizia che Le Monde ha scelto il noto studio di architettura norvegese per progettare l’edificio in cui si trasferirà nel 2017, nel XIIImo arrondissement di Parigi, vicino alla Gare d’Austerlitz.
Il quotidiano, che già ora occupa un edificio griffato, progettato nel 2004 da Christian de Portzamparc in boulevard Blanqui, aveva lanciato un concorso i cui finalisti erano risultati Shigeru Ban Architects, Hardel & Le Bihan, David Chipperfield, 3XN, Manuelle Gautrand e Snøhetta. Alla fine ha prevalso il progetto dell’agenzia norvegese, protagonista della scena globale, autrice per esempio della monumentale Oslo National Opera consegnata nel 2008. Nella nuova sede, oltre al giornale, troveranno spazio altri titoli del gruppo di media, come i settimanali Télérama e La Vie. Nell’augurio che Le Monde, come il New York Times appunto, non spenda troppo puntando sull’immobiliare e non faccia il passo più lungo della gamba: il quotidiano della Grande Mela, infatti, poco dopo l’apertura della torre firmata Renzo Piano entrò in una crisi profonda che lo costrinse a vendere l’edificio e a ritornarci da inquilino, pagando l’affitto…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.