Sir John Galliano in passerella. Il ritorno del genio: il neo direttore creativo di Maison Margiela chiude la London Fashion Week. E incanta

Era l’evento della settimana, a Londra. L’appuntamento stagionale con le passerelle londinesi si è chiuso, il pomeriggio del 12 gennaio, con il ritorno di John Galliano, a quattro anni dalla burrascosa rottura con Dior e il conseguente ritiro dalla scene. Anni di isolamento, di riflessione, passati anche a scontare le conseguenze di una brutta vicenda […]

John Galliano per Maison Martin Margiela SS2015

Era l’evento della settimana, a Londra. L’appuntamento stagionale con le passerelle londinesi si è chiuso, il pomeriggio del 12 gennaio, con il ritorno di John Galliano, a quattro anni dalla burrascosa rottura con Dior e il conseguente ritiro dalla scene. Anni di isolamento, di riflessione, passati anche a scontare le conseguenze di una brutta vicenda personale – la condanna per insulti antisemiti – che non fece onore alla reputazione del grande designer e che ne oscurò l’immagine. Tutto passato. Galliano, che resta una delle poche, vere personalità geniali del fashion world, torna in piena forma, con un incarico nuovo e tutta la voglia di lasciare il segno. Come ai vecchi tempi.
Neo direttore creativo della maison belga Martin Margiela – capitanata da Renzo Rosso – lo stilista ha regalato uno show di rara efficacia. In prima fila il fior fiore dello showbiz, tra moda, spettacolo, stampa: da Anna Wintour a Christopher Bailey, da Alber Elbaz a Manolo Blahnik, da Nick Knight all’immancabile Kate Moss, amica carissima, a cui Galliano disegnò l’abito da sposa.

John Galliano per Maison Martin Margiela SS2015
John Galliano per Maison Martin Margiela SS2015

Un matrimonio strano, inaspettato, quello tra il brand nord europeo e il grande designer britannico. Mesi a chiedersi cosa sarebbe uscito dall’incontro tra i due. Mesi a immaginare lo stile Margiela e il furor creativo di sir John, in un’imprevista collisione: un nome che arrivava dall’Olimpo dei marchi extralusso e che ritorna, grazie all’operazione ardita e arguta di Rosso, per ribadire che il sale della moda, ieri come ora, resta proprio quello slancio creativo, quell’irriverenza assoluta, quel fuoco passionale ed intellettuale di cui pochi sono capaci. Oltre le leggi dei mercati e le severe regole del sistema. Galliano, con la sua eccentrica cifra d’artista, architetto e narratore, mancava alla moda.
E l’accoglienza riservatagli, a Londra, è stata entusiasta. La collezione haute couture Artisanal SS15 della Maison Margiela è spettacolare. Un tripudio di citazioni, di innesti e di contaminazioni, per una serie di abiti che somigliano a sculture, a installazioni, a racconti tridimensionali. Ma senza mai smarrire la misura. Ogni cosa funziona alla perfezione, come una partitura dinamica ed esatta: pause, accelerazioni, vuoti e pieni, concentrazioni e diradamenti, linee e volumi. I ventisette capi in passerella sono autentiche declinazioni dell’idea di “wunderkammern”, stanze delle meraviglie in cui la bellezza, l’orrore, lo stupore e il gioco diventano un’intuizione sola.

John Galliano per Maison Martin Margiela SS2015
John Galliano per Maison Martin Margiela SS2015

C’è di tutto. Piume, frange, passamanerie, strascichi, pailette, pvc, animalier, cappelli, cristalli, pizzi, toppe, impunture a vista, enormi plateau, intarsi e decorazioni fantasy, tessuti a brandelli, volti artificiali come escrescenze arcimboldiane o maschere di gemme luminose. E poi, di colpo, l’essenzialità di un tailleur, la linea asciutta di un corsetto, la semplicità di una tunica rosso lacca, di un lunghissimo trench bianco neve o di un regale capotto in damasco nero. Amalgamando il tutto nel nome dell’artigianalità più preziosa e della destrutturazione: non c’è limite ai capovolgimenti, alla asimmetrie, alle sovrapposizioni e insieme alla cura del dettaglio. Gli abiti esplodono, ma esplodendo si compongono, con piena coerenza sartoriale. Un Galliano sontuoso, fiabesco, onirico. Sapientemente spericolato.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.