Sarà Renzo Piano a progettare il nuovo Museo Archeologico di Ercolano. Nel più assoluto riserbo l’archistar lavora al progetto finanziato dal magnate David W. Packard

Tutti sanno che Renzo Piano sta lavorando a New York alla nuova sede del Whitney Museum (anzi, ormai sta per finirlo, visto che l’inaugurazione è fissata per maggio). Ma, curiosamente, quasi nessuno sa che l’archistar e Senatore a vita è intanto impegnato in un altro progetto museale, ben più vicino a noi: il nuovo Museo […]

Renzo Piano
Renzo Piano

Tutti sanno che Renzo Piano sta lavorando a New York alla nuova sede del Whitney Museum (anzi, ormai sta per finirlo, visto che l’inaugurazione è fissata per maggio). Ma, curiosamente, quasi nessuno sa che l’archistar e Senatore a vita è intanto impegnato in un altro progetto museale, ben più vicino a noi: il nuovo Museo Archeologico di Ercolano. Un’opera che pare sia già in fase avanzata, tanto che il mese prossimo saranno consegnati i progetti esecutivi e si entrerà in fase esecutiva: eppure tuttora regna il più assoluto riserbo, rispettato anche dal ministro per i beni culturali Dario Franceschini.
Il motivo? Non è chiaro, anche se alla base pare esserci la discrezione richiesta dal mecenate dal cui impegno – propositivo, ma anche economico – nasce l’impresa: ovvero David W. Packard, erede di uno dei fondatori del colosso dell’elettronica Hewlett-Packard, che pare abbia già investito oltre 15 milioni di euro per la sua nota passione per il sito campano. L’area che ospiterà il nuovo edificio, che Piano ha visitato diverse volte negli ultimi mesi, si trova nel terreno limitrofo al Padiglione della barca di Ercolano, che potrebbe essere abbattuto per far posto al nuovo edificio.
Un progetto, questo che riguarda l’area archeologica, nel quale peraltro Ercolano si pone come modello virtuoso di gestione nella sinergia fra pubblico e privato: un case study simbolico per certe linee di indirizzo che costituiscono fra le novità più rilevanti della riforma Franceschini.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Bravo ma allora costringiamo un nuovo museo X Ercolano si potrà fare?