Sky Arte Updates: Mike Leigh faccia a faccia col suo Turner per il pubblico di ArteFiera

Durante una delle Conversations in programma ad ArteFiera 2015, il regista Mike Leigh e l’attrice Marion Bailey hanno presentato al pubblico fieristico l’atteso film Turner, biopic in uscita nelle sale italiane il 29 gennaio, incentrato sugli ultimi 25 anni di vita del pittore inglese romantico.

Mike Leigh e Marion Bailey presentano Turner ad ArteFiera 2015
Mike Leigh e Marion Bailey

Tra le Conversations in programma ad ArteFiera 2015, quella che si è tenuta a metà di domenica aveva due artisti, sì, ma della settima arte. Il regista Mike Leigh e l’attrice Marion Bailey hanno presentato al pubblico fieristico l’atteso film Turner, biopic in uscita nelle sale italiane il 29 gennaio, incentrato sugli ultimi 25 anni di vita del pittore inglese romantico. A intervistare Leigh e Bailey, sul palco erano presenti la giornalista Alessandra Mammì e Gianluca Farinelli.
Proprio rispondendo a una domanda del direttore della Cineteca di Bologna, Leigh è entrato nel vivo della conversazione con tutta la sua onestà intellettuale: no, non ha mai pensato di darsi lui stesso alla pittura. E no, Turner non è sempre stato il suo pittore preferito. A 14 anni – Leigh assicura – sapeva tutto degli impressionisti, mentre del pittore inglese gli sfuggiva anche il nome.
Eppure, da Joseph Mallord William Turner il regista ammette di aver appreso più che dai francesi. Non soltanto perché è la sua pittura è “cinematica”, come la definisce Leigh. Trovatosi praticamente costretto a girare il film in digitale, perché ormai tutta l’industria del cinema ha adeguato le sue infrastrutture al nuovo formato, il regista e la sua crew hanno preso a esempio il rapporto di Turner con le innovazioni del suo tempo, dalla fotografia alla macchina a vapore: “Cosa avrebbe detto Turner, della ripresa digitale? Avrebbe detto che va bene così, sicuro”.
Tanto più che il nuovo formato ha reso possibile la straordinaria fotografia del film, per la quale è candidato all’Oscar, basata sulla palette dei quadri di Turner. Nella pellicola non mancano i riferimenti diretti, ma sono inferiori a quanti ci si potrebbe aspettare. Quello che Liegh voleva evocare, ha ribadito, era lo stesso modo di vedere del pittore inglese: la fotografia del film è il mezzo che ha utilizzato per spiegare “in cosa consiste la pittura di Turner”.
Nel colore, certamente, visto che il “signor Turner” ha presto “preso definitivamente congedo dalla forma”. Parole dei suoi contemporanei, che ritroverete nel film.

– Caterina Porcellini

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Caterina Porcellini
Caterina Porcellini è nata a Taranto, si è formata al DAMS di Bologna e professionalmente a Milano. Già durante l'università sviluppa un interesse per l'influenza esercitata dalla tecnologia su pensiero e società, attraverso le tesi di Marshall McLuhan, Walter J. Ong e Lev Manovich. Da allora si mantiene sempre aggiornata sui nuovi media, lavorando come web editor, social media manager e consulente SEO. Dal 2007 ha collaborato con testate specialistiche e non, Exibart e alcuni siti del Gruppo 24 ORE tra gli altri. Continua ad avere un occhio di riguardo per quelle forme d'espressione che hanno una relazione diretta con il pubblico: architettura e design, fotogiornalismo, performance e installazioni. Grazie alla recente collaborazione con Plain Ink Onlus, sta approfondendo l'utilizzo con finalità sociali dei mezzi di comunicazione popolari, come fumetti e storytelling.