Lo Strillone: nomine Mibact, tra Tar e conflitti d’interessi, su Il Fatto Quotidiano. E poi George Costakis, Guido Nicola, la crisi dell’architetto

Si arricchiscono di particolari inquietanti e anche romanzeschi le tormentate vicende che vedono in questo inizio anno il Ministero dei Beni Culturali nell’occhio del ciclone. Li riferisce Il Fatto Quotidiano, che aggiorna i lettori sul ricorso presentato da Francesco Prosperetti contro le nomine dei direttori generali decise il 23 dicembre. Il Tar del Lazio, riunito […]

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Si arricchiscono di particolari inquietanti e anche romanzeschi le tormentate vicende che vedono in questo inizio anno il Ministero dei Beni Culturali nell’occhio del ciclone. Li riferisce Il Fatto Quotidiano, che aggiorna i lettori sul ricorso presentato da Francesco Prosperetti contro le nomine dei direttori generali decise il 23 dicembre. Il Tar del Lazio, riunito in proposito ieri 7 gennaio, si è aggiornato al 15; intanto emerge che nel primo esame della questione sempre al Tar lo scorso 29 dicembre, il giudice a cui è capitata la pratica è Filoreto d’Agostino, marito di Maria Vittoria Marini Clarelli, direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna nonché candidata per le direzioni ministeriali. Una soluzione “salomonica” sana all’italiana l’evidente conflitto di interessi.

Dario Pappalardo riscopre su La Repubblica George Costakis, “l’autista russo che salvò l’avanguardia”. Per la prima volta in mostra a Torino la collezione che vanta fra gli altri 25 Kandinsky, e una ventina ciascuno di Chagall, Rodchenko Malevic. Si resta a Torino, ma stavolta è La Stampa a puntare l’attenzione su Guido Nicola, “medico dell’arte tra Tiziano, la Sindone e i tartufi”.

Giovedì, giornata di settimanali. Su Panorama Maurizia Tazartes presenta il 2015 come “l’anno delle grandi maratone d’arte”: da Leonardo a Giotto, fino alla prima mostra italiana di Piero di Cosimo, agli Uffizi da giugno. Martino Cavalli punta l’indice sulla crisi della professione dell’architetto, uccisa dai problemi generali dell’edilizia italiana e dalle insuperabili carenze istituzionali.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.