Lo Strillone: “Charlie mi sta sui coglioni, per questo lo amo”, dice Toscani al Fatto. E poi Luz, Giuseppe Sala, sette musei 2015

“Charlie mi sta sui coglioni e per questo mi è sempre piaciuto”. È il solito, irriverente Oliviero Toscani a dire la sua nell’intervista a Il Fatto Quotidiano. “La mia libertà non finisce dove comincia quella degli altri, no, va oltre, inizia dove inizia la libertà degli altri. Non può avere interruzioni e non fa differenze. […]

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Charlie mi sta sui coglioni e per questo mi è sempre piaciuto”. È il solito, irriverente Oliviero Toscani a dire la sua nell’intervista a Il Fatto Quotidiano. “La mia libertà non finisce dove comincia quella degli altri, no, va oltre, inizia dove inizia la libertà degli altri. Non può avere interruzioni e non fa differenze. Altrimenti non esiste“. Sempre sul Fatto Claudia Colasanti prende spunto dalla mostra di Robert Pettena per tornare sulla questione Palazzina dei Giardini di Modena: questa sarà infatti l’ultima esposizione nella location come sede della Galleria Civica, dopo qui entrerà l’aceto balsamico con il Palatipico (motivo delle dimissioni di Marco Pierini da direttore).

Anche il Corriere della Sera indugia su Charlie Hebdo, che oggi esce con il numero speciale da 3 milioni di copie: “Ho disegnato Maometto e ho pianto”, rivela Luz, autore dell’ultima copertina, nello spirito libero e dissacrante del settimanale. “Resto solo fino alla fine dell’evento”. Il Sole 24 Ore intervista Giuseppe Sala, commissario unico per l’Expo 2015, sugli sviluppi dei lavori e sul futuro suo e delle strutture milanesi: “Il mio mandato scade ad aprile, ma do per scontata la proroga fino a ottobre. Il dopo sarà gestito da Comune e Regione”.

I sette musei che cambieranno il mondo (dell’arte) nel 2015: li segnala Stefano Pirovano su Panorama: sono il Whitney di New York, il Garage Center di Mosca, il Zeitz Museum di Cape Town, il Louvre Abu Dhabi, il Qatar National Museum di Doha, l’M+ di Hong Kong, il National Museum of China di Pechino.