L’ExpoGate prova a fare il centro creativo di Milano. Immagini dall’evento “Coperta” di Traslochi Emotivi: tra video e paesaggi sonori, su una nave (rovesciata)

Azioni, suoni, video e visioni. Un articolato progetto di Traslochi Emotivi che ammicca all’attualità simulando – tra coperte di feltro e tè caldo – l’esperienza migrante di chi sta su un ponte di coperta. Questo è stato (sotto) Coperta, una tre-giorni con la quale a Milano l’ExpoGate – dal 7 al 9 gennaio – ha […]

Azioni, suoni, video e visioni. Un articolato progetto di Traslochi Emotivi che ammicca all’attualità simulando – tra coperte di feltro e tè caldo – l’esperienza migrante di chi sta su un ponte di coperta. Questo è stato (sotto) Coperta, una tre-giorni con la quale a Milano l’ExpoGate – dal 7 al 9 gennaio – ha fatto un po’ le prove generali di spazio fulcro in vista dell’Expo 2015. “Traghettare, muovere, trasportare; l’uomo, migrando continuamente disegna un territorio intorno a se che si sposta con lui e che mischia continuamente territori usi e culture”. Questo uno dei primi intenti della rassegna, curata da Giulia Currà, che noi vi raccontiamo con l’ampia fotogallery. La barca è il mezzo attraverso il quale, nel corso della storia, sono avvenute migrazioni, scoperte e ritrovamenti; una struttura in cui si vive per classi, su diversi livelli e piani. Traslochi Emotivi, nello Spazio Sforza dell’ExpoGate, rovesciando la metaforica nave, riporta tutto ad un uguale livello, dove chi era sottocoperta è stato due giorni sul piano urbano, ufficialmente in vetrina.
Sulla base di queste premesse si sono sovrapposti e rincorsi i video I am what I am di Traslochi Emotivi, con la collaborazione di Yoni Ronn; Libra (2011), Muovere Verso (2011) e Impasto (2012), nuovamente dei Traslochi Emotivi. Tra video e paesaggi sonori in loop si sono alternati, fra gli altri, una lezione a cura di Massimiliano Ceccheto, dal titolo La natura è una faccenda ottusa, una ricerca sulla simbiosi mutualistica, convivenza fra piante nell’agricoltura, agricoltura biologica, eterotopia, rapporto tra arte e natura. È stata poi presentata una lezione di danza con il maestro Jean Claude Hertin (Lo spirito della danza una lezione senza specchi), mentre i DJ Felice Pascale e Cristian Saviano (Mokambo Brothers) hanno preparato una sessione sonora, Follow the music does not follow the dj, ispirandosi alle influenze della New York anni ’70/’80, passando per le radici del Funk, Hip Hop e Jazz. Si ricorda inoltre che la rassegna. Il mese di gennaio 2015 proporrà un palinsesto di attività che tenta un racconto di Milano come città multietnica attraverso film d’autore, documentari, arti performative ed esperienze gastronomiche.

Ginevra Bria

www.traslochiemotivi.wordpress.com

 

 

CONDIVIDI
Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.