L’arte contemporanea in soccorso del mosaico in crisi. A Ravenna arriva Fabrizio Plessi, per un dialogo trasversale con i bizantini: ecco qualche immagine in anteprima

Ravenna uguale Mosaico. Un binomio indissolubile, e conosciuto in ogni dove. Perché la città custodisce all’interno dei suoi numerosi monumenti, patrimonio dell’Unesco, tante testimonianze d’arte bizantina. Un patrimonio artistico immenso, ma che comporta una grande responsabilità. Anche Ravenna, come Murano e altre città caratterizzate da una peculiare tradizione artistica, ha sulle spalle la pesante eredità […]

Ravenna uguale Mosaico. Un binomio indissolubile, e conosciuto in ogni dove. Perché la città custodisce all’interno dei suoi numerosi monumenti, patrimonio dell’Unesco, tante testimonianze d’arte bizantina. Un patrimonio artistico immenso, ma che comporta una grande responsabilità. Anche Ravenna, come Murano e altre città caratterizzate da una peculiare tradizione artistica, ha sulle spalle la pesante eredità di salvaguardare e tenere viva un’arte, in questo caso quella del mosaico, con tutti gli obblighi che ne conseguono. Per farlo occorrono scuole di altissimo livello, capaci di garantire un futuro all’enorme patrimonio musivo, anche attraverso la formazione di studiosi e restauratori competenti. Scuole capaci di essere all’altezza della fama che Ravenna gode nel mondo e che rispondano alle attese di studenti esigenti, spesso stranieri, desiderosi di ottenere una specializzazione.
In questo contesto, l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, che nel 2009 ha festeggiato centottant’anni di vita, ricopre un ruolo fondamentale. A questo proposito, l’istituzione ha da alcuni anni intrapreso un percorso di rinnovamento, focalizzando l’attenzione sul mosaico, cercando di valorizzare al massimo la propria unicità e tradizione, con un corso attivo dal lontano 1923. Da allora, innumerevoli sono state le collaborazioni che l’Accademia ha instaurato con noti artisti contemporanei, le più recenti con Sandro Chia e Enzo Cucchi e in passato con i grandi del Novecento, italiani e stranieri.
In questo contesto si inserisce la lectio magistralis di Fabrizio Plessi, che l’Accademia ha organizzato per il 14 gennaio 2015, per andare a ribadire l’importanza e la necessità del confronto continuo con il presente, indispensabile per la crescita di ogni arte. Un dialogo con il pubblico nel quale Plessi sarà affiancato dall’architetto e curatore indipendente Tobia Donà. “Con grande piacere che ospitiamo Fabrizio Plessi, un artista di grande eccellenza, per riconfermare il nostro impegno nel confronto con l’arte contemporanea ai livelli più alti”, commenta la coordinatrice didattica Paola Babini. “Iniziative d’indiscutibile qualità nell’ambito degli scambi di conoscenza a livello nazionale e internazionale, a sostegno del progetto di rinnovamento che l’Accademia di Belle Arti sta portando avanti a partire dal 2008, creando le condizioni per valorizzare sempre più la qualità̀ didattica e le specificità̀ funzionali riscoprendo al contempo l’antica vocazione ad esprimere un ruolo propositivo di collaborazione con le istituzioni culturali ma più in generale con l’ambiente sociale della città”.