La strana coppia. Kate Middleton e Grayson Perry padrini della Clore Art Room, a Londra. A sostegno dell’arte nelle scuole. E in Italia?

I giornali britannici lo hanno raccontato innanzitutto come un match di stile. Eleganza e carattere, per due ospiti speciali della Barlby Primary School di Ladbroke Grove, a Kensington: da un lato la Duchessa di Cambridge, consorte dell’erede al trono, Kate Middleton; dall’altro Grayson Perry, artista inglese tra i più noti al mondo, vincitore del Turner […]

Kate Middleton e Greyson Perry in visita a una scuola di Londra

I giornali britannici lo hanno raccontato innanzitutto come un match di stile. Eleganza e carattere, per due ospiti speciali della Barlby Primary School di Ladbroke Grove, a Kensington: da un lato la Duchessa di Cambridge, consorte dell’erede al trono, Kate Middleton; dall’altro Grayson Perry, artista inglese tra i più noti al mondo, vincitore del Turner Prize nel 2003. Lei – in dolce attesa, aggraziata ed essenziale come sempre – indossava un morbido tubino blu Madderson London da 600 $, con orlo e tasche decorati; lui brillava di luce propria, infilato in un abitino borghese nero, damascato: giacchino corto doppiopetto, gonna a ruota e camicia bianca con maxi fiocco al collo. Capo unico, disegnato di suo pugno. Un lui abbigliato come una lei? Naturalmente. A far visita ai bambini di quella scuola londinese era Claire, l’alter ego di Perry (sposato e padre di una bambina), celebre travestimento portato a spasso da anni, mixando dimensione performativa, tessuto biografico e vita quotidiana: un’opera d’arte in carne e ossa, ormai parte dell’identità dell’artista.

Kate Middleton (foto corbis)
Kate Middleton (foto corbis)

Come riportato dai maggiori tabloid inglesi, i due visitatori d’eccezione erano lì, lo scorso 16 gennaio, per inaugurare la Clore Art Room, uno spazio attrezzato per l’arte terapia in cui aiutare i bambini a migliorare la fiducia in se stessi, l’autostima e l’indipendenza, attraverso la creatività. Un padrino e una madrina d’onore, dunque, entrambi soffermatisi – nel corso di una tavola rotonda – sull’importanza dell’arte e delle attività creative nel processo educativo dei più piccoli, anche e soprattutto in casi di disagio psichico e disturbi dell’apprendimento. Insomma, l’arte come alleata preziosa nel cammino della formazione. “Questa è la versione normalizzata di ciò che ho scoperto da solo, ovvero che una pratica artistica è qualcosa con cui puoi lenire te stesso”, ha spiegato Perry. Aggiungendo: “Non dobbiamo pensare che sia solo roba per gente sofisticata. È il motivo per cui mi identifico così tanto con la Art Room, perché io vengo da quel background, dalla classe operaia”.
Ogni settimana fino a 85 bambini di età compresa tra i cinque e gli undici anni possono usufruire di una struttura pubblica per accedere a laboratori artistici adatti al loro percorso educativo e terapeutico. Un settore in cui investire generosamente: questo l’appello di Greyson Perry al governo britannico.
La notizia di questa visita speciale è arrivata fino in Italia. Ma in una versione completamente monca. Giusto un paio di fotogallery su Repubblica.it e TGcom24, condite da una nota sul look della Duchessa. Niente sui contenuti e non una parola su Perry. Chi fosse quell’uomo travestito da donna, accanto alla Middleton, non se l’è chiesto nessuno: che l’abbiano scambiato per una maestra?

La notizia su Repubblica.it
La notizia su Repubblica.it

Ma per un attimo, proviamo a immaginarci la medesima scena in una qualunque scuola elementare italiana: commenti? reazioni? Probabilmente solo una mezza bufera mediatica, in cui l’arte e i laboratori didattici diventerebbero l’ultimo dei temi: tra articoli tendenziosi sui quotidiani conservatori, twitt indignati di Maurizio Gasparri, manifesti di protesta di Fratelli d’Italia, raduni delle Sentinelle in Piedi, post infuriati di Salvini su Facebook, manifesti e striscioni di Forza Nuova, il tema sarebbe uno: che ci fa un travestito con dei minori?! Anche l’arte contemporanea complice dell’ideologia gender che corrompe i nostri bambini! Per carità.
Tutto regolare. Niente laboratori d’avanguardia per l’arte terapia, in Italia; niente artisti internazionali in visita nelle scuole (tantomeno se un poco “eccentrici”). Ma in compenso nessuno tocchi il Presepe. Paese che vai, urgenze che trovi.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.