Jannis Kounellis e il “fuoco sacro” della Fòcara 2015. Sarà l’artista greco ad animare l’evento che in Puglia mischia arte e tradizioni, con il più grande falò del Mediterraneo

Sarà Jannis Kounellis il protagonista della Fòcara 2015. Anche quest’anno, infatti, la tradizione incontra l’arte contemporanea in occasione della festa patronale di Novoli, in provincia di Lecce, dedicata a Sant’Antonio Abate, che si conclude con il più grande falò del Mediterraneo: l’ancestrale, archetipico e imponente “fuoco sacro” del 16 gennaio. L’artista greco sta infatti preparando, […]

Il manifesto firmato Kounellis

Sarà Jannis Kounellis il protagonista della Fòcara 2015. Anche quest’anno, infatti, la tradizione incontra l’arte contemporanea in occasione della festa patronale di Novoli, in provincia di Lecce, dedicata a Sant’Antonio Abate, che si conclude con il più grande falò del Mediterraneo: l’ancestrale, archetipico e imponente “fuoco sacro” del 16 gennaio. L’artista greco sta infatti preparando, con i maestri della Fòcara, un’opera site-specific che ornerà la gigantesca montagna di fascine – 25 metri di altezza e 20 metri di diametro – costituita da tralci di vite provenienti dai vigneti del negroamaro e trasportati sulla piazza del paese, piazza Tito Schipa, dopo un lungo pellegrinaggio religioso. L’opera di Kounellis, sotto la direzione artistica e la cura di Giacomo Zaza, rientra nel progetto FòcarArte, coordinato da Toti Carpentieri e include, oltre all’installazione sulla pira, anche la firma del “manifesto d’autore” (in foto) e la creazione di una serigrafia e un multiplo d’autore (ossia un’opera progettuale a tiratura limitata) concepiti per la Fòcara. Nei “giorni del fuoco” che precedono e seguono l’accensione, sarà possibile poi ammirare un’altra installazione site-specific di Kounellis allestita all’interno del Palazzo Baronale di Novoli, e sarà presentato un libro che documenterà l’intera opera dell’artista greco per la Fòcara 2015.
Un altro protagonista di FòcarArte sarà il giovane artista pugliese Francesco Arena, che – sempre con la curatela di Giacomo Zaza – realizzerà una grande installazione dal titolo Barra (gli alti e i bassi). Per la sezione fotografia, invece, è in programma un’esposizione di Peppe Avallone che ha documentato, con i suoi scatti, la scorsa edizione della Fòcara, mentre il Premio Fòcara Fotografia 2015 sarà consegnato a Paola Mattioli. Oltre all’arte contemporanea, molteplici saranno gli eventi dedicati alla musica, alla didattica, all’enogastronomia. In particolare, per il FòcaraFestival, ospite d’onore sarà il regista Emir Kusturica, che in veste di musicista sarà accompagnato dalla No smoking Orchestra. Altro ospite atteso è Donpasta, artista del cibo che coniuga musica e doti culinarie nonché autore del libro “Artusi Remix”. Oltre alla realizzazione di un video che sarà proiettato direttamente sulla Fòcara prima dell’accensione – allietata dallo spettacolo della compagnia teatrale spagnola Xarxa Teatre – il food artist salentino preparerà, insieme al collega Chef Rubio, un’immensa grigliata il giorno successivo all’accensione, con i tizzoni della pira, e delizierà i presenti con i piatti tipici della cucina salentina.

Cecilia Pavone

www.fondazionefocara.com

 

 

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Cecilia Pavone
Giornalista professionista, Cecilia Pavone è nata a Taranto e ha conseguito la laurea in Filosofia con specializzazione in Storia delle Dottrine Politiche all'Università degli Studi di Bari. Nel suo percorso professionale giornalistico ha lavorato per il quotidiano "Nuovo Corriere Barisera" di Bari specializzandosi nel settore cultura e spettacoli. Tra le sue collaborazioni: "Il Settimanale" di Bari, "Il Resto del Carlino" di Bologna, "Exibart" dal 2007 fino al febbraio 2011, quando ha seguito Massimiliano Tonelli e Marco Enrico Giacomelli alla nuova testata d'arte "Artribune". Attualmente scrive anche su "Lobodilattice.com" e "Metalwave.com".
  • Tanagra

    O
    Ho capito perché le opere di Kounellis sono considerate ” portatrici di esistenza” dopo aver visto,una sua opera nell’androne della Università di Padova costruita con fasci di legno corrosi dal tempo.Sono rimasta perplessa.
    Poi ho visto molti portoni di legno a Chioggia ; anch’essi corrosi ‘ in lento disfacimento . La materia inerte allora si è

    animata e mi ha richiamato alla memoria ricordi lontani…
    Ricordi di vita legati ad un passato che si è improvvisamente riproposto alla mente…..