Italiani in trasferta. L’avventura di Opiemme in Argentina, seminando vortici di stelle e di parole. Dopo la Biennale, collaborazioni tra Buenos Aires e Montevideo

C’era anche Opiemme tra i partecipanti alla quarta Bienal del Fin del Mundo, in Argentina, nella sede centrale di Mar del Plata. Inaugurata lo scorso 12 dicembre e in corso fino al 22 febbraio, la Biennale ospita artisti internazionali delle ultime generazioni, invitati a riflettere sul tema della fine e dell’inizio. Pensieri creativi e spunti […]

Vortex, Gualicho e Opiemme, Isla Maciel, Buenos Aires 2014

C’era anche Opiemme tra i partecipanti alla quarta Bienal del Fin del Mundo, in Argentina, nella sede centrale di Mar del Plata. Inaugurata lo scorso 12 dicembre e in corso fino al 22 febbraio, la Biennale ospita artisti internazionali delle ultime generazioni, invitati a riflettere sul tema della fine e dell’inizio. Pensieri creativi e spunti critici al margine dell’apocalisse e intorno a un’idea di mondo nuovo, tutto da immaginare. All’interno, anche una sezione curata da un artista italiano, Paolo Angelosanto, dal titolo “Ginnastica della Visione”. In questa cornice Opiemme, artista torinese da sempre affascinato dal mondo della parola, dal lettering, dalla poesia, dal rapporto tra piano visivo e piano verbale, ha realizzato diversi interventi, dentro e fuori la Biennale. Proseguendo così, anche in Argentina, il suo progetto itinerante “Un viaggio di pittura e poesia”, iniziato a Torino nel 2013.
Il video selezionato per “Ginnastica della Visione” risale al 2008 ed è la documentazione della performance A polite display of power: cento passanti  bloccano il traffico, a Torino, attraversando la strada e occupando un incrocio, per dieci minuti. Una provocazione urbana, che contrappone un muro di persone a un tappeto di macchine, lanciando una sfida – con la semplice presenza – all’ordine severo, soffocante e inevitabile del caos stradale cittadino.
Due gli interventi di pittura murale, realizzati nel contesto di Mar del Plata. Un’opera di 25 metri quadri sul muro di cinta di una scuola, presso il centralissimo quartiere  de La Perla, parte del ciclo “Vortex”, progetto in progress ispirato al libro di Giuseppe Sermonti “L’alfabeto scende dalle stelle. Sulle origini della scrittura”; i “vortici” sono astri che irradiano lettere nello spazio, in un binomio ideale tra mitologie celesti e origine del linguaggio, tra costellazioni e trame di segni, suoni, vocali, consonanti.

Opiemme, Gualicho, Florencia Gargiulo, Il Cielo no siente Palabras, Buenos Aires, 2014
Opiemme, Gualicho, Florencia Gargiulo, Il Cielo no siente Palabras, Buenos Aires, 2014

Un secondo wall painting, nei pressi della sede espositiva di “Espacio Unzuè”, è realizzato su un cantiere antistante l’ingresso e ruota intorno alla scritta: “Se non puoi farlo fallo con un sorriso, e non solo per te stesso”.
Il viaggio di Opiemme in Argentina ha proseguito, anche dopo la Biennale, con nuove tappe e collaborazioni. A Isla Maciel, per esempio, un quartiere popolare di Buenos Aires a sud de La Boca, è nato un altro capitolo di “Vortex”: da un pianeta, che si sgretola in mille frammenti di piccole lettere, sboccia una pianta, disegnata da Gualicho; poi, nel barrio Vincente Lopez, con Gualicho e Florencia Mayra Gargiulo, un altro lavoro tra pittura e poesia, ispirandosi ai versi de “Il seminatore di stelle”, di Enrique Gonzales Martinez: “Y mirarán absortos el claror de tus huellas, / y clamará la jerga de aquel montón humano: /“Es un ladrón de estrellas…” Y tu pródiga mano / seguirá por la vida desparramando estrellas…”. E sono versi poetici, astri e suggestioni notturne, anche su un muro nei pressi dell’’Università Catolica’ di Montevideo, dove insieme a David De La Mano Opiemme ha concepito Asunciòn, murales dedicato al poema di Julio Cortàzar Oh noche, asiste.

– Helga Marsala

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.