Il documentario d’arte più visto nella storia del cinema? È un successo italiano: Musei Vaticani 3D prodotto da Sky 3D e da Sky Arte, 160 mila spettatori in tutto il mondo

Avete ancora qualche dubbio sulle preferenze del pubblico, quando si parla di arte? Su quali sono i temi che fanno “i numeri”? Ecco la risposta per voi. Il documentario d’arte più visto nella storia del cinema è Musei Vaticani 3D, quindi arte classica, antica, al più moderna: qualcosa che ha fatto muovere verso un cinema […]

Avete ancora qualche dubbio sulle preferenze del pubblico, quando si parla di arte? Su quali sono i temi che fanno “i numeri”? Ecco la risposta per voi. Il documentario d’arte più visto nella storia del cinema è Musei Vaticani 3D, quindi arte classica, antica, al più moderna: qualcosa che ha fatto muovere verso un cinema oltre 160 mila spettatori in tutto il mondo, con 1,5 milioni di euro di incasso al botteghino. Distribuito da Nexo Digital in più di 2mila sale cinematografiche in 56 paesi del mondo, ha scatenato una vera e propria mania: in Italia, con un’uscita di un solo giorno, si è classificato al primo posto del box office, con un incasso di 310mila euro e oltre 34mila spettatori; in Francia ha incassato 240mila euro, negli Stati Uniti 212mila, in Gran Bretagna 169mila.
Altro spunto di interesse (e di profonda riflessione)? È una cosa a forte impronta italiana: prodotto da Sky 3D e da Sky Arte, in collaborazione con la Direzione dei Musei Vaticani. Un ulteriore segnale che il patrimonio artistico italiano – o almeno che insiste sul nostro territorio -, se gestito con professionalità e qualità, diventa un punto di forza ineguagliabile. E potrebbe – anzi, dovrebbe – diventare un fulcro nel rilancio della nostra scassata economia. E un ulteriore successo di Sky Arte che si conferma come dispositivo culturale nodale del paese, e come volano per piccole medie imprese nel settore della comunicazione dei beni culturali. Musei Vaticani 3D porta i telespettatori nel cuore dei Musei Vaticani e della Cappella Sistina, svelando grazie al 3D le opere d’arte più suggestive anche nei più piccoli particolari. Nei prossimi mesi è prevista anche la distribuzione home video.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.