Ecco come sarà Miart 2015. Presentata a Milano la fiera che compie vent’anni: e si pone come raccordo fra Salone del Mobile ed Expo

IMPORTANTI SEGNALI DI FIDUCIA “Una fiera che deve la propria matrice modernista a chi modernista l’ha resa, includendo figure storiche come Ponti, come Fontana e Manzoni”. Con questa parole, fra l’altro, il direttore artistico Vincenzo de Bellis ha parlato di Miart 2015, presentando a Palazzo Reale la ventesima edizione della fiera d’arte, assieme all’assessore alla […]

IMPORTANTI SEGNALI DI FIDUCIA
Una fiera che deve la propria matrice modernista a chi modernista l’ha resa, includendo figure storiche come Ponti, come Fontana e Manzoni”. Con questa parole, fra l’altro, il direttore artistico Vincenzo de Bellis ha parlato di Miart 2015, presentando a Palazzo Reale la ventesima edizione della fiera d’arte, assieme all’assessore alla Cultura di Milano, Filippo Del Corno, e a Enrico Pazzali, Amministratore delegato di Fiera Milano SpA. Tra le 156 gallerie invitate fra il 9 e il 12 aprile a presentare i loro progetti per gli stand fieristici, da ricordare le 48 provenienti dal mondo anglosassone (Stati Uniti, Canada e Regno unito): di queste ben 25 sono le gallerie che si confermano per il terzo anno consecutivo, nonché terzo anno di mandato del curatore d’adozione milanese; un segnale di fiducia, importante in un anno in cui la fiera si presenta anche in qualità di spartiacque istituzionale fra Salone del Mobile ed Expo2015.

STRUTTURA CONFERMATA, CON DIVERSE NOVITÀ
Saranno nuovamente quattro le sezioni-cardine della Fiera. Established che raccoglierà 105 espositori, suddivisi in Master per le gallerie che propongono artisti storicizzati; Contemporary, gallerie specializzate in contemporaneo; Firts step, nuovissima sotto-sezione dedicata a gallerie internazionalmente riconosciute ma che partecipano a Miart da una o due edizioni. E poi Emergent, dedicata a 19 gallerie d’avanguardia (16 straniere, 6 alla prima esperienza fieristica) focalizzate sulla ricerca di talenti emergenti. Ma il vero cuore, come sempre, degli stand, sarà dedicato a The Now, 18 gallerie nei cui stand verrà messo a confronto un artista storico e uno di nuovissima generazione. “Luogo dove storico e contemporaneo si incontrano”, ribadisce de Bellis, “spazio anticipatore e di rinnovata lettura di artisti come Baruchello, Marisa Merz, Pascali e Kounellis”. Tra le coppie di artisti selezionati, si ricordano Giorgio Morandi e Paloma Warga Weisz; Max Bill e Ulla von Brandeburg; Alan Shields e Hayley Tomkins; Bill Walton e Jo Nigoghossian; Kiki Kogelnik e Talia Chetrit. Tra le gallerie e gli spazi che li presenteranno, si annoverano, fra gli altri, Lorenzelli Arte, Milano; The Modern Institute, Glasgow; Monica de Cardenas, Milano; Massimo De Carlo, Milano; G.A.M., Bologna e Simone Subal, New York.

FONDAMENTALE IL RAPPORTO CON LA CITTÀ
Non mancherà Object, con 13 gallerie che presenteranno oggetti di design in edizione limitata, così come i Miartalks; torneranno ad operare il Fondo Acquisizioni Giampiero Cantoni (che tra Moderno e Contemporaneo andrà ad arricchire la collezione della Fondazione Fiera Milano), il Premio Emergent (per la migliore galleria emergente, il Premio Rotary Club e il Premio Herno, che verrà assegnato al migliore spazio espositivo in fiera. In ultimo, ma non per ordine di rilevanza, verrà inaugurato per il secondo anno consecutivo lo Spring Awakening. Il programma, composto da eventi e inaugurazioni speciali durante Miart 2015, prevede visite organizzate alle inaugurazioni di Art & Foods al Triennale Design Museum e, nello stesso edificio, a Cucina & Ultracorpi, mostre entrambe curate da Germano Celant. Imperdibile anche la grande retrospettiva di Joan Munoz all’Hangar Bicocca; senza nulla togliere a Growing roots, 15 anni di Premio Furla; Le regole del gioco alla Fondazione Achille Castiglioni, Medardo Rosso alla GAM e il magniloquente percorso fotografico dedicato a David Bailey, al PAC.

Ginevra Bria

www.miart.it