Dopo le nomination, un’altra anteprima degli Oscar. Ecco i vincitori dei Critics’ Choice Awards, assegnati dalla critica: anche all’italiana Milena Canonero

Confermano in larga parte quanto anticipato dai Golden Globe e dalle Nomination agli Oscar di ieri mattina, i risultati dei Critics’ Choice Awards, i premi assegnati dal sindacato dei critici cinematografici americani. Con qualche piccola variante. Delle 13 nominations Birdman di Alejandro Inarritu ne riscuote sette: ma qui Antonio Sanchez, squalificato dall’Academy, ha ritirato il […]

Patricia Arquette

Confermano in larga parte quanto anticipato dai Golden Globe e dalle Nomination agli Oscar di ieri mattina, i risultati dei Critics’ Choice Awards, i premi assegnati dal sindacato dei critici cinematografici americani. Con qualche piccola variante. Delle 13 nominations Birdman di Alejandro Inarritu ne riscuote sette: ma qui Antonio Sanchez, squalificato dall’Academy, ha ritirato il premio, meritatissimo, per la migliore colonna sonora. Gli Academy hanno snobbato il film nella categoria del montaggio e la critica l’ha invece premiato anche in quella, scelta ampiamente condivisibile. Doppietta per Michael Keaton: miglior attore in una commedia e miglior attore dell’anno. A Birdman anche il premio al miglior ensamble di attori, alla sceneggiatura originale e alla fotografia.
A Boyhood di Richard Linklater 4 statuette delle 8 per cui concorreva, tra cui miglior regia e miglior film. Miglior attrice non protagonista Patricia Arquette, miglior attore esordiente Ellar Coltrane. Speriamo che agli Oscar non succeda lo stesso. 3 Critics’ su 11 candidature vanno a The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, considerato miglior commedia con le più belle scenografie e costumi. Siamo fieri di questo ultimo riconoscimento che porta lo stendardo italiano (la costumista è la nostra Milena Canonero). Miglior Action Movie Guardiani della Galassia, a cui è stato riconosciuto pure miglior trucco e parrucco. Gone Girl ha vinto soltanto per la miglior sceneggiatura adattata, esclusa invece nella stessa categoria dalla cinquina degli Oscar. Miglior canzone originale Glory (in Selma di Ava Duvernay) di John Legend, come già accaduto ai recenti Golden Globe. Miglior attore non protagonista, il truce insegnante di musica di Whiplash, J. K. Simmons. Infine miglior attrice protagonista non poteva essere che Julianne Moore per Still Alice di Wash Westmoreland, film in cui interpreta la parte di una donna precocemente malata di Alzheimer.

Federica Polidoro

 

 

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.