A Firenze nascerà il Memoriale italiano di Auschwitz. Molto bene: peccato che prenderà il posto del centro d’arte Ex3

IL POLO DELLA MEMORIA SARÀ PRESENTATO IL 25 APRILE C’è poco da fare: in Italia sembra operare la più rigida legge di Murphy. Anche facendo una cosa buona e giusta, applaudita da tutti, si deve trovare il modo perché abbia dei lati negativi. Capita ora a Firenze: dove proprio nella Giornata della Memoria il sindaco […]

Il Memoriale italiano di Auschwitz

IL POLO DELLA MEMORIA SARÀ PRESENTATO IL 25 APRILE
C’è poco da fare: in Italia sembra operare la più rigida legge di Murphy. Anche facendo una cosa buona e giusta, applaudita da tutti, si deve trovare il modo perché abbia dei lati negativi. Capita ora a Firenze: dove proprio nella Giornata della Memoria il sindaco Dario Nardella annuncia le date per il progetto – di cui si parlava da qualche mese – per il polo della Memoria, che nel capoluogo toscano ospiterà il Memoriale italiano di Auschwitz. Il progetto sarà presentato il 25 aprile, per cui al momento sono note solo le linee generali: il nuovo spazio a Gavinana, nel Quartiere 3, accoglierà – come ha detto il sindaco in Consiglio comunale – “l’opera in arrivo dal Blocco 21 e ricorderà la disumana violenza della Shoah”.

ESPOSTO IL MEMORIALE “SFRATTATO” DA AUSCHWITZ
Il riferimento è al memoriale realizzato nel 1971 su iniziativa dell’Associazione nazionale degli ex deportati politici, al quale lavorarono personalità della cultura italiana del calibro di Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Primo Levi, Pupino Samonà, Nelo Risi, Luigi Nono, al fianco degli ex deportati allora al vertice dell’Aned, a cominciare da Gianfranco Maris, Teo Ducci e diversi altri. Ma nel luglio 2011 venne chiuso al pubblico per decisione unilaterale della direzione del Museo di Auschwitz, visto che l’installazione italiana – a detta dei vertici – non corrispondeva più alle linee guida emanate dal Museo negli ultimi anni. Nel progetto rientrerà anche un nuovo portale con interviste agli ex deportati.

MA PERCHÉ PROPRIO GLI SPAZI DELL’EX3?
Tutto bene? Sicuramente sì, se non fosse per un particolare neanche tanto piccolo: il polo della Memoria sorgerà infatti nella sede del centro d’arte dell’Ex3, in viale Giannotti. “Un modo per dare all’EX3 un nuovo ruolo simbolico nel panorama degli spazi espositivi fiorentini in un momento di grande evoluzione e valorizzazione“, si legge sul sito del Comune di Firenze. Ma perché? Perchè chiudere ogni possibilità di rinascita di un centro d’arte che era nato con grandi ambizioni, e del quale la città ha un bisogno assoluto? Con tutti gli edifici pubblici vuoti e abbandonati al degredo, che avrebbero potuto degnamente ospitare il nuovo progetto?

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.