Se India e Pakistan fanno la pace nel nome dell’arte. Alla Biennale di Venezia presenza congiunta con i big Shilpa Gupta e Rashid Rana: mentre il Belgio conferma il padiglione sovranazionale di Vincent Meessen

Si serrano i ranghi per dare una forma definitiva alla Biennale di Venezia 2015: subito dopo Irlanda e Brasile, tocca al Belgio rivelare i dettagli – anticipati solo nei caratteri generali – della sua partecipazione nazionale. Nello stesso giorno in cui anche India e Pakistan annunciano il superamento in nome dell’arte degli storici contrasti, e […]

Si serrano i ranghi per dare una forma definitiva alla Biennale di Venezia 2015: subito dopo Irlanda e Brasile, tocca al Belgio rivelare i dettagli – anticipati solo nei caratteri generali – della sua partecipazione nazionale. Nello stesso giorno in cui anche India e Pakistan annunciano il superamento in nome dell’arte degli storici contrasti, e la presenza in Laguna con una doppia personale di Shilpa Gupta e Rashid Rana a Palazzo Benzon che avrà i caratteri di un padiglione nazionale apocrifo.
Katerina Gregos, curatrice del prossimo padiglione Belga, anticipa che negli spazi dei giardini verrà allestita la mostra Personne et les autres: un percorso in cui l’artista, curatore, attivista e giornalista Vincent Meessen (1971, Baltimore) verrà messo in dialogo con altri artisti internazionali. Il centro focale della mostra sarà il nuovo suo lavoro filmato a Kinshasa, che esplora la sconosciuta partecipazione di intellettuali congolesi all’interno delle ultime avanguardie trans-culturali create dalla modernità. La mostra, a partire dal titolo, intende riflettere sull’eredità dell’internazionalismo (vd. André Frankin) instaurando un sottile dialogo post-coloniale e rievocando la solidarietà internazionale come progetto di emancipazione globale. Tra gli altri artisti parteciperanno Mathieu K. Abonnenc (1977, Francia); Sammy Baloji (1978, Congo), James Beckett (1977, Zimbabwe), Elisabetta Benassi (1966, Italia), Patrick Bernier & Olive Martin (1971, Francia; 1972, Belgio), Tamar Guimarães e Kasper Akhøj (1967, Brasile; 1976, Danimarca), Maryam Jafri (1972, Pakistan) e Adam Pendleton (1984, USA).
Poco al di fuori, sempre a partire dalla prima settimana di maggio 2015, fra gli eventi collaterali emerge un altro esempio di unione culturale sovranazionale. La Gujral Foundation presenta a San Marco, a Palazzo Benzon, My East is Your West, uno tra i più singolari eventi, collocato fra gli appuntamenti collaterali alla 56ma Biennale d’Arte di Venezia. Per la prima volta nella storia della Biennale i conflitti storici tra India e Pakistan verranno acquietati, trasformati grazie alla doppia personale di Shilpa Gupta (1976, Bombay) e Rashid Rana (1968, Lahore), artisti che avranno il compito di rappresentare ufficialmente i rispettivi paesi, congiuntamente, come se fossero un subcontinente unito. Un percorso costituito con l’intento di produrre una nuova geo-localizzazione ideale, tra pratiche comuni ed intangibili essenze, con il compito di potenziare la loro modernità, il presente e il futuro, attraverso le sfide che da ciascuna delle tre dimensioni verranno sublimate.

 

Ginevra Bria

www.belgianpavilion.be
www.gujralfoundation.org
www.personne-et-les-autres.be

 

 

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.
  • Un’altra occasione di come ancora oggi il ruolo dei padiglioni sia costruttivo e utile non solo al semplice linguaggio dell’arte ma anche alla sua socialità, sperando che non sia solo un attimo ma un futuro