Sarah Cosulich Canarutto confermata alla guida di Artissima. Ancora un anno a Torino per la direttrice che ha convinto: sostenuta da valutazioni e numeri

Presenza di collezionisti accresciuta del 30%, ampliando le aree geografiche di coinvolgimento. Visitatori e incassi da biglietteria aumentati, così come gli incassi dalla vendita degli stand. Una crescita del 30% anche della rassegna stampa, così come del numero di nuovi sponsor e del valore delle sponsorizzazioni. Sono questi alcuni dei dati che Artissima, la fiera […]

Sarah Cosulich Canarutto

Presenza di collezionisti accresciuta del 30%, ampliando le aree geografiche di coinvolgimento. Visitatori e incassi da biglietteria aumentati, così come gli incassi dalla vendita degli stand. Una crescita del 30% anche della rassegna stampa, così come del numero di nuovi sponsor e del valore delle sponsorizzazioni. Sono questi alcuni dei dati che Artissima, la fiera torinese dell’Oval Lingotto, può iscrivere al proprio ruolino: e che sono valsi la riconferma dell’incarico per un ulteriore anno alla direttrice Sarah Cosulich Canarutto, appena annunciata. “Tutto come da contratto, che era (come da bando) per 3 anni +1 e prevedeva quindi questo tipo di rinnovo”, si schermisce lei, con modestia.
Eppure non si può negare l’efficacia del suo operato, riconosciuta del resto al di là delle carte: in un momento non certo facile, anche per le fiere d’arte, si è saputa infatti inventare progetti capaci di catalizzare attenzione e interesse su Torino. Come – ultimo, di pochi mesi fa – il colpo di genio, quanto meno a livello comunicativo, di affidare One Torino a Maurizio Cattelan & C. con la mostra Shit and Die, che ha trasformato un programma collaterale in un progetto espositivo annuale di grande rilevanza internazionale, in grado di prolungare la presenza di Artissima in città per una durata di due mesi. Una mostra già visitata da più di 18mila visitatori, e che da sola – dato focale – ha raddoppiato la rassegna stampa complessiva.

  • gino

    Artissima quest’anno era piu’ deludente del solito, il fatto che una fiera di arte contemporanea abbia successo grazie a una mostra esterna alla fiera (la mostra di Cattelan) e’ il chiaro segnale che qualcosa non va, anche quest’anno a Torino i collezionisti andavano volentieri a passeggio per la citta’ e malvolentieri in fiera, la sezione della performance era imbarazzante. Complimenti alla direttrice e al suo comitato.