Opere dai magazzini dei musei esposte negli hotel? A lanciare la proposta è Adnkronos Culturalia, per il Ministero dei Beni culturali è da “valutare attentamente”: voi come la pensate?

  Una camera doppia con un Guercino alle pareti? Una singola, ma con una coppia di vedute veneziane sopra il letto? Un paradosso, ma che da oggi potrebbe non allontanarsi troppo dalla realtà. C’è stata infatti anche questa, fra le istanze uscite dai lavori del forum L’italia che non ti aspetti, promosso da Adnkronos e […]

 

Una camera doppia con un Guercino alle pareti? Una singola, ma con una coppia di vedute veneziane sopra il letto? Un paradosso, ma che da oggi potrebbe non allontanarsi troppo dalla realtà. C’è stata infatti anche questa, fra le istanze uscite dai lavori del forum L’italia che non ti aspetti, promosso da Adnkronos e svoltosi a Roma nella sede del  Palazzo dell’Informazione. “Offrire in comodato d’uso agli alberghi italiani opere e beni culturali che giacciono inutilizzati negli scantinati dei musei”. Questo il senso dell’idea lanciata da Adnkronos Culturalia, emersa oggi durante i lavori del Forum presso il Palazzo dell’Informazione, e accolta con interesse dal Sottosegretario ai Beni Culturali, Ilaria Borletti Buitoni, presente al Forum: “Noi non abbiamo preclusioni. La proposta è suggestiva, naturalmente va valutata molto attentamente all’interno di un quadro più preciso“.
Troppe volte”, ha dichiarato da parte sua il Presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, “le soffitte dei musei sono piene di opere d’arte che  potrebbero essere tranquillamente ospitate all’interno della hall dei 34mila alberghi italiani nei quali transitano turisti di tutto il mondo. Noi appoggiamo pienamente la proposta di Culturalia“. Possibilista sul tema anche Federculture: “È chiarissimo a tutti” – ha commentato il Presidente Roberto Grossi, “che l’Italia per uscire dalla crisi deve  valorizzare i propri asset tra i quali c’è il patrimonio culturale. Ed è altrettanto chiaro che questo grandissimo patrimonio è mal gestito, non viene organizzato né valorizzato a sufficienza. Il settore pubblico non ce la fa. Occorre, quindi che i privati entrino in  gioco per organizzare meglio quello che il pubblico non può fare. E la proposta di Culturalia rompe il ghiaccio e merita quindi di essere esaminata attentamente“. E voi che ne pensate?

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.