Nanni Balestrini vince il premio Alinovi-Daolio, ma la domanda è: che cosa combinerà Maurizio Cattelan, “obbligato” come ex-vincitore a donare un’opera al suo successore?

In principio, e per oltre un quarto di secolo, era intitolato alla sola Francesca Alinovi; dal 2013 ha aggregato nel ricordo anche Roberto Daolio: è il premio che ogni anno a Bologna celebra, nel riconoscere il percorso di un grande artista italiano, la memoria della critica d’arte, scomparsa tragicamente a soli 35 anni. Un anno […]

Nanni Balestrini

In principio, e per oltre un quarto di secolo, era intitolato alla sola Francesca Alinovi; dal 2013 ha aggregato nel ricordo anche Roberto Daolio: è il premio che ogni anno a Bologna celebra, nel riconoscere il percorso di un grande artista italiano, la memoria della critica d’arte, scomparsa tragicamente a soli 35 anni. Un anno fa lo scandalo o semi-scandalo che ebbe come protagonista Maurizio Cattelan, vincitore di un premo che scelse di non ritirare personalmente. Mandando in vece sua Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli, I Soliti Idioti della serie lanciata da MTV, protagonisti di un siparietto giocato sulla loro ormai nota gag dei sacerdoti hipster che tentano, maldestramente, di svecchiare le strategie di comunicazione di Santa Romana Chiesa.
In quell’occasione le cronache registrarono il disappunto del giurato Renato Barilli (ma fu vera polemica? Oppure orchestrata ad arte come burla nella burla? Con Cattelan non si può mai sapere), quest’anno facilmente meno irritabile, visto che a ricevere la menzione sarà Nanni Balestrini. Fuori dagli schemi, libero, indipendente, ma certo non eretico quanto il Maurizio nazionale. La consegna del premio mercoledì 10 dicembre nell’Aula Magna del Dipartimento per le Arti dell’Università di Bologna; e “in replica” cinque giorni dopo a Milano, in occasione dell’assegnazione degli UBU, gli Oscar del teatro italiano. Tutto qui? Chissà. Perché il regolamento del premio chiede a ogni vincitore di donare un’opera al proprio successore; e così la domanda è: che regalerà Cattelan a Balestrini? Dobbiamo aspettarci un altro fuori programma?

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • Sono molto contento per il riconoscimento a Balestrini, che forse avrebbe meritato che in questo articolo si parlasse un po’ più di lui e meno delle trovate di Cattelan.

  • Ruote Telluriche

    Balestrini é il vero eretico, ma poco artista;Cattelan é solo un
    normalissimo artista che promuove sé stesso.

  • Bravo Nanni Balestrini così si fa