Miami Updates: arrivano sulla spiaggia della Florida le sculture-giocattolo volanti di Theo Jansen. Dall’Animaris Suspendisse all’Animaris Excelsus, ecco le immagini

Ogni tanto, quando lancia uno sguardo furtivo, di sottecchi, a una delle sue creature di pvc piegato in giunture e costole e articolazioni, con i polmoni fatti di bottiglie di plastica, ali-vele di cellophane che catturano il vento e fanno muovere le loro gambe da giocattoli troppo cresciuti, allora in quel momento, Theo Jansen non […]

Ogni tanto, quando lancia uno sguardo furtivo, di sottecchi, a una delle sue creature di pvc piegato in giunture e costole e articolazioni, con i polmoni fatti di bottiglie di plastica, ali-vele di cellophane che catturano il vento e fanno muovere le loro gambe da giocattoli troppo cresciuti, allora in quel momento, Theo Jansen non riesce a nascondere l’affetto. Quello di un padrone per i suoi cuccioli. Meglio: quello di un creatore imperfetto, di un Frankenstein giocoso.
Sono anni che monta e smantella i suoi Strandbeest, Jansen. A un incrocio creativo tra certe macchine di Leonardo e le figure di un bestiario post-atomico. Creature che avrebbero potuto trovare posto nel catalogo degli animali fantastici stilato da Borges. Gli ultimi esemplari sono in mostra sulle rive di Miami Beach, sbarcati nella settimana dell’arte e delle fiere, dominata da Art Basel. C’è il più grande di sempre, l’Animaris Suspendisse, ci sono i fratelli più piccoli e agili. C’è l’Animaris Excelsus, ormai esposto come lo scheletro di un animale estinto in un museo di paleontologia.
Già, le opere d’arte, giocattoli o installazioni estreme di Jansen, imitano l’evoluzione, la selezione naturale di Darwin. Solo che a montare e smontare le loro giunture di pvc, a mettere fiato nei polmoni di plastica è sempre lui, l’artista che da più di trent’anni compone queste sculture meccaniche. E le conduce a spasso sulla sabbia, come ha fatto a Miami, lanciandole in brevi corse sulle raffiche di vento dell’Atlantico. Allora, mentre chiedeva alla folla che si era radunata intorno di scostarsi, perché il vento potesse animare le sue creature – le vedete nella fotogallery -, lo sguardo gli brillava di un malcelato affetto…

Fabio Sindici

 

 

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