Le novità dell’edizione 2015 di MIA Fair a Milano, raccontate dal direttore Fabio Castelli. “Zona Tortona in crisi? No, siamo noi che cambiamo date e dobbiamo cercare una nuova sede”

“Zona Tortona in crisi? No, ci tengo a fare chiarezza su questo punto: il fatto di aver cambiato sede deriva principalmente dall’indisponibilità della nostra location storica, quella di Superstudio Più, che nelle nostre nuove date, anticipate di circa un mese, è impegnato con il pianeta Salone del Mobile”. Introduce già molte delle novità dell’edizione 2015, […]

Fabio Castelli (foto Angela Lo Priore)

Zona Tortona in crisi? No, ci tengo a fare chiarezza su questo punto: il fatto di aver cambiato sede deriva principalmente dall’indisponibilità della nostra location storica, quella di Superstudio Più, che nelle nostre nuove date, anticipate di circa un mese, è impegnato con il pianeta Salone del Mobile”. Introduce già molte delle novità dell’edizione 2015, il fondatore e animatore di MIA Fair, Fabio Castelli, raccontandoci direttamente con la sue parole la prima e più notevole: il cambiamento di sede. Da Zona Tortona, dunque, al distretto sempre più lanciato di Porta Nuova, dove la fiera milanese focalizzata sulla fotografia troverà casa da The Mall, complesso di recente costruzione, “uno spazio polifunzionale che ci garantirà ottime soluzioni anche dal punto di vista allestitivo e organizzativo”, spiega Castelli.
Altri highlights? “Innanzitutto metteremo grande impegno visto che l’edizione per noi è quella in cui festeggiamo il lustro, il nostro quinto anno”, precisa il direttore. E le date, anticipate e portate nei giorni fra il 10 e il 13 aprile, con inaugurazione di venedì – altra novità, prima era il giovedì – fino al lunedì. “Una settimana in cui Milano offrirà un calendario di appuntamenti d’arte di assoluto rilievo, con le mostre all’Hangar Bicocca, alla Fondazione Trussardi, alla Triennale e con MiArt”. E poi il legame diretto, immancabile con l’Expo: con una nuova sezione della fiera, in cui gli espositori – normalmente vincolati a stand monografici – potranno presentare più artisti, con progetti pensati attorno al tema di Expo 2015, “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.