Il Mibac pagherà i 200mila euro necessari per proteggere il David di Michelangelo. Franceschini brucia i tempi: ci vuole un terremoto per svegliare il Ministero?

Certe volte, per vincere contro lungaggini e farraginosità burocratiche tipicamente italiane, ci vogliono le maniere forti. E quali possono essere più forti di quelle sprigionate da Madre Natura con un terremoto? Qualcosa del genere accade ora a Firenze: dove da anni si discute sulla necessità di mettere in sicurezza un capolavoro come il David di […]

Il David di Michelangelo

Certe volte, per vincere contro lungaggini e farraginosità burocratiche tipicamente italiane, ci vogliono le maniere forti. E quali possono essere più forti di quelle sprigionate da Madre Natura con un terremoto? Qualcosa del genere accade ora a Firenze: dove da anni si discute sulla necessità di mettere in sicurezza un capolavoro come il David di Michelangelo, minacciato da microfessure e da instabilità biochimiche potenzialmente aggravate dal grande flusso di visitatori richiamato ogni anno. Ora i provvedimenti si sbloccano con inusitata rapidità, a seguito – ammette lo stesso ministro dei beni culturali Dario Franceschini – del terremoto che ha colpito ieri Firenze e altre località della Toscana.
Il ministero ha comunicato questa mattina alla soprintendente del Polo Museale Fiorentino Alessandra Marino che si farà direttamente carico della somma di 200mila euro necessaria per la progettazione e la realizzazione della pedana antisismica per la statua. “Il terremoto, fortunatamente senza danni al patrimonio culturale dello Stato, rende ancora più urgente realizzare questo progetto, in fase di studio avanzato da parte del Museo dell’Accademia”, ha commentato Franceschini. “Il contributo diretto del Ministero renderà possibile realizzarlo in tempi brevi. Un capolavoro assoluto come il David non può correre nessun rischio. In queste ore ho ripensato alle emozionanti fotografie degli enormi muri di protezione che i Soprintendenti fiorentini costruirono attorno al David, ai Prigioni e a altri capolavori per proteggerli da possibili bombardamenti. La stessa precauzione e cura di quegli intelligenti funzionari dello Stato, oggi, in modo diverso, dobbiamo metterla noi“.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.