Il Festival Puccini finanziato da Hong Kong, il Festival di Salisburgo gemellato con Kawasaki (e in tournée continentale). Europa in crisi? A salvare musica e opera lirica ci pensa l’Estremo Oriente

Lo sa pure “la musa bizzarra e altera” (secondo la definizione della lirica data dal musicologo Herbert Lindeberger): il mercato si vendica sempre. Anche delle imprese di Stato che soffrono di dimenticanze e delle burocrazie che non vigilano a sufficienza. Anni fa, per un pasticcio burocratico, il Festival Puccini a Torre del Lago finì senza […]

Il trovatore 2014 (© Salzburger Festspiele / Forster)

Lo sa pure “la musa bizzarra e altera” (secondo la definizione della lirica data dal musicologo Herbert Lindeberger): il mercato si vendica sempre. Anche delle imprese di Stato che soffrono di dimenticanze e delle burocrazie che non vigilano a sufficienza. Anni fa, per un pasticcio burocratico, il Festival Puccini a Torre del Lago finì senza finanziamento pubblico. Il Festival si tenne lo stesso grazie all’”Asian Aid”, l’apporto dai Paesi dell’Estremo Oriente, dove il teatro in musica italiano è apprezzatissimo. Venne inaugurato da una Bohème prodotta a Hong Kong ed in partenza per un varie città cinesi prima di tornare – si spera – in Europa. Azione spostata dal 1830 all’inizio del Novecento con echi di Carné, Chabrol ed anche Edith Piaf. Altro titolo, una Madama Butterfly tutta giapponese, prodotta dalla Opera Nazionale Popolare, una delle maggiori compagnie del Sol Levante, con regia, scene e costumi di tre grandi nomi delle isole nipponiche (Takao Okamura, Naoji Kawaguchi, Yashiro Chiji). Giapponesi Cio Cio San e Suzuki (Sakiko Ninomiya e Kimiko Suehiro), nonché i numerosi personaggi minori. Pubblico entusiasta.
E sul ricco mercato dell’Estremo Oriente si sta muovendo alla grande anche il Festival di Salisburgo. In Giappone ha concluso un gemellaggio con Kawasaki, città di arte e cultura alle porte di Tokyo, dove sono state proiettate su grande schermo ed in alta definizione le recenti produzioni di Don Carlo e Rosenkavalier, riprese, per le feste, dalla televisione nazionale pubblica NHK. L’occasione ha portato anche alla creazione di un club di amici del Festival. Più elaborato il programma in Cina. A Pechino il programma del festival estivo è stato presentato a 70 giornalisti nell’auditorium Audi City Beijing (la Audi è da decenni uno dei maggiori sponsor del festival). La conferenza stampa è stata seguita da interviste sui maggiori quotidiani e le principali reti televisive cinesi. A Shanghai, il programma promozionale del festival è stato curato dalla Rolex ed ha incluso un concerto nel salone da ballo dell’Hotel Peninsula.

Giuseppe Pennisi

www.salzburgerfestspiele.at

CONDIVIDI
Giuseppe Pennisi
Ho cumulato 18 anni di età pensionabile con la Banca Mondiale e 45 con la pubblica amministrazione italiana (dove è stato direttore generale in due ministeri). Quindi, lo hanno sbattuto a riposo forzato. Ha insegnato dieci anni alla Johns Hopkins University e quindici alla Scuola superiore della pubblica amministrazione; per periodi più brevi a Salerno e a Palermo. Ha scritto una dozzina di testi di economia, pubblicati in Italia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania, ed è editorialista economico di un paio di quotidiani. Da quando aveva l'età di 12 anni la sua passione è l'opera lirica (specialmente del Novecento e meglio ancora se contemporanea coniugata con electroacustic e live electronics). Ha contagiato la moglie e in parte i figli. Vaga, quindi, da teatro a teatro. Con un calepino a righe e una matita rossa. Il riposo forzato è in una barcaccia.