Federica Pirani direttore del Macro, di Palazzo Braschi e della Galleria Comunale d’Arte Moderna a Roma. Ha avuto la meglio su altre 8 candidate tutte donne

Era il nome che girava più di ogni altro da giorni, e alla fine si è confermato il nome vincente. La volontà interna all’amministrazione di promuovere Federica Pirani a direttore della nuova Unità Operativa comprendente Macro, Palazzo Braschi e Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea (dove Pirani, classe 1959, lavora attualmente come coordinatrice delle attività) […]

Federica Pirani
Federica Pirani

Era il nome che girava più di ogni altro da giorni, e alla fine si è confermato il nome vincente. La volontà interna all’amministrazione di promuovere Federica Pirani a direttore della nuova Unità Operativa comprendente Macro, Palazzo Braschi e Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea (dove Pirani, classe 1959, lavora attualmente come coordinatrice delle attività) è emersa con forza e la candidata in pectore (tanto che firmava da direttrice de facto già da qualche giorno) si è rivelata quella più titolata alla vittoria dopo una scrematura che ha portato i tanti candidati (una trentina) a nove shortlisted, tutte donne, che sono state sentite nella mattinata di venerdì 19 per una nomina arrivata immediatamente nel pomeriggio. Un timing iper-rapido, come piace all’assessore Giovanna Marinelli: bando con scadenze stringentissime, nomina della commissione istantanea, colloqui a stretto giro e proclamazione. Zac. Quando ieri scrivemmo che ci sarebbe stata una scelta entro Natale molti considerarono l’ipotesi non praticabile, e invece eccoci qui con finalmente un direttore per il Macro e gli altri musei che l’assessore alla cultura Marinelli ha ritenuto di riunire in quello che è un nuovo soggetto artistico-culturale tra i maggiori a livello nazionale per l’arte moderna e contemporanea. Qualora dovesse funzionare, beninteso.
Gli esiti del bando, inutile girarci attorno, da una parte soddisfano (per la scelta di una figura titolata, capace, efficace e competente), dall’altra lasciano l’amaro in bocca per quella sensazione di vittoria telefonata, prevista, già scritta, impostata a monte. Sensazione acuita dai tempi ritmatissimi della nomina. Una sensazione però non necessariamente condivisa da altri candidate tra le nove selezionate nella short list e sentitie dai commissari: “è stato comunque bello poter competere e presentare i propri titoli” spiega Cristiana Perrella che fino all’ultimo si è giocata la vittoria con Federica Pirani. “Sono contenta” ha aggiunto la curatrice “che sia stato preso in considerazione un profilo come il mio che dal 2008 lavoro da curatrice indipendente”.
L’auspicio di molti, a dire il vero anche del bando, era un Macro con aspirazioni internazionali, con un budget predefinito e centri di costo autonomi e soprattutto con un’indipendenza dalle grinfie della Sovrintendenza Comunale. Nei fatti sarà un po’ difficile essere indipendenti da un organismo del quale la neo-direttrice è dipendente: Pirani infatti è una funzionaria dell’amministrazione capitolina in carico proprio alla Sovrintendenza Comunale. Ha dalla sua tante mostre organizzate, tanti titoli e tante pubblicazioni, ma è difficile intuire cosa possa aver detto di così sensazionale durante il suo colloquio per superare candidate del calibro di Cristiana Collu (direttrice del Mart), di Anna Mattirolo (che è stata dirigente della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e che dirige il Maxxi) o di Angela Tecce (direttrice di Castel Sant’Elmo a Napoli) giusto per fare qualche nome tra le nove selezionate alla fase finale, peraltro tutte donne. C’era insomma la possibilità di portare alla direzione del Macro una figura di altissimo calibro – peraltro senza rinunciare alla professionalità della Pirani, che comunque avrebbe continuato ad organizzare e coordinare le mostre per l’amministrazione, essendone parte – e si è lasciata cadere: complicato da comprendere!
Ma per questo sarà facile dare la ‘colpa’ alla commissione “terza rispetto all’amministrazione” (così recita la nota dell’assessorato) che ha avuto l’onere della selezione. I bandi, alle volte, servono anche a togliersi qualche responsabilità non è certo una novità. Sta di fatto che il Macro ha avuto negli anni quattro direttori, i primi tre (Danilo Eccher, Luca Massimo Barbero e Bartolomeo Pietromarchi) indicati direttamente da un assessore che s’è preso l’onere della scelta, il quarto, Federica Pirani, selezionato previo bando. “Federica Pirani ha mostrato di avere idee, competenze ed esperienza per dirigere questa nuova area ed affrontare una sfida per tutti noi alta ed appassionante”, ha dichiarato l’assessore Giovanna Marinelli che con questa nomina va a sanare una falla di un anno e mezzo sulla quale l’assessore che l’aveva preceduta, Flavia Barca, si era decisamente impantanata. “Sono contentissima dell’incarico e del colloquio, ma non posso dire altro perché prima di me devono parlare il Sovrintendente e l’Assessore” ci ha detto Federica Pirani non togliendoci neppure mezza curiosità sul suo programma e il suo progetto per questa nuova e inedita piattaforma di cinque importanti musei sparsi per la città. Le auguriamo di lavorare al meglio e auguriamo a noi stessi di doverci presto rimangiare tutto lo scetticismo che ci lascia questa nomina.

  • Arianna Regi 85

    Che senso ha indire bandi e scomodare professionisti se poi si valuta in quattro e quattrotto dando più che l’impressione che tutto fosse stato deciso prima di iniziare.
    A quel punto sono preferibili le nomine dirette.
    L’Italia è incomprensibile in tutto. Sarà poi bello leggere le strategie e i programmi. Per capire almeno un pò la visione che ha orientato questa scelta.
    Il mio parere è che da noi manca il coraggio. Infatti Roma e il contemporaneo continuano a mancarsi, e continueranno a mancarsi a lungo.

  • un critico italiano

    Leggendo i requisiti richiesti dal bando appariva chiaro che era stato fatto per nominare un “interno”