European Film Award, doppietta per l’Italia. Miglior Commedia e Miglior film d’Animazione per Pif eAlessandro Rak. Quattro premi per Ida, del polacco Pawlikowski

Cerimonia conclusiva per gli la 27° edizione degli European Film Award, gli Oscar del cinema europeo, consegnati la sera del 13 dicembre a Riga, in Lettonia. Un trionfo assoluto per “Ida”, pellicola di Pawel Pawlikowski presentata in anteprima mondiale lo scorso 7 settembre, al Festival di Toronto, dove si era guadagnata il premio FIPRESCI per la […]

Ida, di Pawel Pawlikowski

Cerimonia conclusiva per gli la 27° edizione degli European Film Award, gli Oscar del cinema europeo, consegnati la sera del 13 dicembre a Riga, in Lettonia. Un trionfo assoluto per “Ida”, pellicola di Pawel Pawlikowski presentata in anteprima mondiale lo scorso 7 settembre, al Festival di Toronto, dove si era guadagnata il premio FIPRESCI per la sezione Special Presentation. Anche agli EFA, dunque, il film fa incetta di riconoscimenti.
Sono ben quattro le categorie che lo hanno visto primeggiare, grazie al giudizio della giuria tecnica: Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura e Miglior Fotografia, a cui si è aggiunto il People’s Choice Award, premio assegnato dal pubblico.
“Ida”, racconto drammatico girato interamente in bianco e nero e interpretato da Agata Trzebuchowska e Agata Kulesza, ripercorre la vicenda biografica ed emotiva di una giovane novizia, nella Polonia degli anni Sessanta: orfana, cresciuta in convento, la ragazza prima di prendere i voti contatta l’unica parente rimasta in vita, una zia che non l’aveva mai cercata. Insieme si mettono in cammino per scoprire come sono morti i genitori di Ida: un percorso difficile, che vede a fianco due personalità diverse, quella cinica e spregiudicata dell’adulta, e quella fragile e profonda della giovane religiosa.
L’opera di Pawlikowski continuerà la sua avventura internazionale, puntando ad altre statuette: è infatti tra i candidati ai Golden Globe e rappresenterà la Polonia agli Oscar, nella categoria dedicata ai film stranieri.

Una sena del film di Pif, La mafia uccide solo d’estate
Una sena del film di Pif, La mafia uccide solo d’estate

Ma la notte degli Efa ha portato anche due medaglie all’Italia, che esce alla grande da questa edizione. Ha vinto la categoria European Comedy “La mafia uccide solo d’estate”, tra i film italiani più visti e popolari del 2014: diretto e interpretato dalla ex Iena Pif – al secolo Pierfrancesco Diliberto – che ha anche scritto la sceneggiatura insieme a Michele Astori e Marco Martani, il film si sviluppa tra gli anni ’70 e ’90, in una Palermo vista con gli occhi dell’ingenuo, romantico e un po’ imbranato Arturo: una commedia delicata, brillante, che sceglie il registro della leggerezza e dei sentimenti per ripercorrere la parabola della mafia in Sicilia, lungo stagioni efferate di violenza, complotti, corruzione.
Vero protagonista del film – al di là delle vicende familiari e sentimentali di Arturo – è il percorso di consapevolezza compiuto dalla società per uscire da un’antica bolla di indifferenza, realizzando finalmente – dopo il trauma delle stragi del ’92 – quasi fossero l’entità e la natura del fenomeno mafioso.
Si tratta di un ennesimo riconoscimento, per la pellicola, che va ad aggiungersi a una già discreta collezione: David di Donatello per il miglior regista esordiente e David giovani; Nastri d’argento per il miglior regista esordiente e per il miglior soggetto; Globo d’oro per la migliore sceneggiatura; Ciak d’oro Alice/Giovani per la regia; premio del pubblico al Festival di Torino.

L'arte della felicità, di Alessandro Rak
L’arte della felicità, di Alessandro Rak

Ancora una vittoria italiana, infine, con L’arte della felicità” del regista napoletano Alessandro Rak, premiato nella categoria Miglior Film d’Animazione: una produzione colossale, per gli standard italiani, con quaranta autori coinvolti, di cui dieci disegnatori e animatori dello studio Mad entertainment.
Sullo sfondo c’è Napoli, osservata attraverso i finestrini di un taxi, in una malinconica notte di pioggia, mentre scorrono pensieri e ricordi nella mente del protagonista, il tassista Sergio, travolto dalla nostalgia per il fratello comparso in Tibet; di lui cercherà tracce e ricordi in ognuno dei passeggeri che si avvicenderanno nel suo taxi. Un’automobile come un piccolo teatro dell’esistenza, con una coinvolgente colonna sonora – tutta made in Napoli – ad accompagnare il viaggio interiore dell’uomo.
È la vittoria di Davide contro Golia”, ha commentato Luciano Stella, produttore del film: “Abbiamo battuto colossi realizzati con milioni di euro, la vittoria di Napoli e della sua passione, del suo talento della sua creatività, della sua musica”.

–      Helga Marsala

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.