Ethical Fashion lancia il secondo African Fashion Talent Competition. Un concorso per nuovi stilisti africani. Business, creatività, artigianalità made in Africa: un supporto dall’Occidente

L’impegno di Ethical Fashion Initiative, progetto dell’International Trade Centre (ITC), agenzia congiunta dell’ONU e dell’OMC, prosegue nel segno del supporto ai migliori fashion talent Africani, aiutati a scalare i mercati globali e a consolidare le loro attività imprenditoriali. Una grande operazione di promozione, di sostegno economico, di scouting e di networking, al servizio dei paesi […]

Christie Brown

L’impegno di Ethical Fashion Initiative, progetto dell’International Trade Centre (ITC), agenzia congiunta dell’ONU e dell’OMC, prosegue nel segno del supporto ai migliori fashion talent Africani, aiutati a scalare i mercati globali e a consolidare le loro attività imprenditoriali. Una grande operazione di promozione, di sostegno economico, di scouting e di networking, al servizio dei paesi poveri, passando da una logica assistenzialista a un’idea di cooperazione fruttuosa e di stimolo economico-culturale.
Tra i progetti avviati c’è anche l’African Fashion Talent Competition, concorso giunto alla sua seconda edizione, accolto con entusiasmo da grandi marchi, mezzi di comunicazione, fiere e fashion week. L‘intento? Individuare nuovi professionisti del settore moda – designer africani di abiti e accessori – che abbiamo la voglia, l’ambizione e le qualità per sfondare. Tutti accomunati da una passione per l’artigianato di alto livello: la formula vincente è quella del recupero della tradizione manifatturiera africana, innestata su una ricerca contemporanea e proiettata verso una dimensione internazionale.
Al programma di “mentoring” hanno già partecipato con successo AAKS, Ameyo, Anita Quansah London, Christie Brown, Duaba Serwa, Kiki Abbigliamento, Lisa Folawiyo, Mina Evans, MO SAÏQUE, Sophie Zinga e Studio 189. Le loro collezioni sono passate, grazie a Ethical Fashion, dalle passerelle di Altaroma, IED Moda, Vogue Talents e Vogue Fashion Night Out.
Il tema dell’arretratezza economica del terzo mondo, della creazione di nuove aree di business e di nuovi posti di lavoro, passa anche da qui. Dall’intercettazione della più significativa materia prima del continente africano: progettisti, artigiani, designer di oggi e di domani. Eccellenze a cui mancano i canali di accesso ai mercati, ai media, ai circuiti che contano. Ethical Fashion crea un ponte tra questi due universi – quello de sistema e quello delle nuove intelligenze creative – contando su partner di primo piano: uno su tutti, Vogue Italia. Stilisti emergenti e nuovi brand potranno inviare la propria candidatura entro il 15 gennaio 2015.

– Helga Marsala

www.ethicalfashioninitiative.org

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.