Ecco il bando per il direttore del Castello di Rivoli (e della GAM di Torino). Ovvero della Superfondazione. C’è tempo fino al 14 gennaio 2015

Potrebbe essere la svolta decisiva per la questione infinita che va sotto il cappello Superfondazione. Parliamo del soggetto che riunisce de facto la GAM di Torino, attualmente diretta da Danilo Eccher, e il Castello di Rivoli, diretto da Beatrice Merz, sotto il cappello della Fondazione Torino Musei (network all’interno del quale c’è anche il MAO – […]

Il Castello di Rivoli

Potrebbe essere la svolta decisiva per la questione infinita che va sotto il cappello Superfondazione. Parliamo del soggetto che riunisce de facto la GAM di Torino, attualmente diretta da Danilo Eccher, e il Castello di Rivoli, diretto da Beatrice Merz, sotto il cappello della Fondazione Torino Musei (network all’interno del quale c’è anche il MAO – Museo d’Arte Orientale, anch’esso in cerca di un direttore tramite un bando uscito un paio di giorni fa). Dopo mesi e anni di tira-e-molla per lo più politici, ora finalmente è stato diffuso il bando di concorso per la ricerca del direttore unico. Pratica affidata alla società Praxi (specializzata, fra l’altro in risorse umane a livello dirigenziale), bando che però già suscita più di un dubbio. A parte le questioni “estetiche” (s’è mai visto un documento ufficiale di questo genere corredato da tante belle immagini colorate?), il contenuto ha aspetti piuttosto curiosi. Innanzitutto: d’accordo, anzi ben venga la call internazionale, ma scriverlo soltanto in inglese non è un po’ ridicolo?
Ma veniamo al ruolo: in questo caso, a differenza di bandi come quello per il Madre di Napoli, non viene richiesto di sobbarcarsi della parte “amministrativa”. Ma è tutt’altro che chiaro lo spazio di manovra che il nuovo direttore avrà nella gestione dei musei; per intenderci: potrà, per fare un esempio, integrare la collezione video dei rispettivi spazi, creando un unicum di livello europeo, o sarà una battaglia anche solo per spostare un libro da una biblioteca all’altra? E i requisiti: praticamente tutti e nessuno. Ovvero non ci sono titoli di studio necessari, pubblicazioni, esperienze museali, nulla; o meglio, tutto molto vago, a partire dal punto primo, che recita: “Conoscenza specializzata dell’arte moderna e contemporanea con esperienza di curatela di mostre temporanee e/o prestigiosi incarichi scientifici nel campo”. La sezione “Terms and conditions” invece ve la riportiamo integralmente: “The appointment, full time, will have a fixed term of five years, with economic and contractual terms appropriate to the candidate’s professional experience and in line with the national cultural and museum sector, in organizations similar in size, revenue and staff”. Cinque anni per una figura assolutamente inedita non saranno un po’ troppi? Magari due con opzione di rinnovo biennale o triennale sarebbe stato più sensato… Ma soprattutto: perché non indicare quantomeno una forbice relativa allo stipendio? E ancora: se vinco e raggiungo un accordo salariale, quale sarà il budget a mia disposizione? Di tutto questo, nessuna traccia. Così come della commissione giudicatrice. Se ci volete fare comunque un pensiero, avete tempo fino al 14 gennaio 2015.

Leggi il bando integrale

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  • Speriamo che non succeda come la volta precedente…

  • Speriamo che non succeda come la volta precedente…

  • uer

    Ma è evidente che, data l’assoluta genereicità del bando, lo stesso serve solo per attrarre nomi, tanto i giochi sono gia fatti. In altre parole, sanno già chi mettere, solo devono fare finta d’indire un bando. Direi ch’è tutto molto ita(g)liano. Più o meno sarà una fotocopia della nomina di Collu al Mart. Doveva andarci lei per scelta della Belli, l’agenzia di cacciatori di teste (proprio come questa) era solo un paravento per far finta che le cose fossero serie.

  • uer

    Ma è evidente che, data l’assoluta genereicità del bando, lo stesso serve solo per attrarre nomi, tanto i giochi sono gia fatti. In altre parole, sanno già chi mettere, solo devono fare finta d’indire un bando. Direi ch’è tutto molto ita(g)liano. Più o meno sarà una fotocopia della nomina di Collu al Mart. Doveva andarci lei per scelta della Belli, l’agenzia di cacciatori di teste (proprio come questa) era solo un paravento per far finta che le cose fossero serie.