Ecco i sei studi d’architettura finalisti per il progetto del futuro Guggenheim Helsinki. “Miscele impreviste di spazio civico e museo”, da sviluppare entro marzo 2015

Ci siamo: il 2 dicembre è arrivato, e puntuale la giuria rende noti i risultati del lavoro di selezione per scegliere 6 finalisti per il futuro Guggenheim Helsinki, in una rosa iniziale di ben 1715 partecipanti. Le scelte vanno a studi di architettura emergenti in sette differenti paesi (Svizzera, USA, UK, Spagna, Germania, Francia, Australia, […]

La zona del porto di Helsinki, dove sorgerà il Guggenheim

Ci siamo: il 2 dicembre è arrivato, e puntuale la giuria rende noti i risultati del lavoro di selezione per scegliere 6 finalisti per il futuro Guggenheim Helsinki, in una rosa iniziale di ben 1715 partecipanti. Le scelte vanno a studi di architettura emergenti in sette differenti paesi (Svizzera, USA, UK, Spagna, Germania, Francia, Australia, anche se possiedono quasi tutti doppie sedi nel mondo) e offrono nuovi approcci per la progettazione del museo e per l’evoluzione del suo ruolo nel ventunesimo secolo. Molto differenti tra di loro – sia per tipologia che per scelta stilistica – i progetti selezionati hanno in comune la voglia di rendere il museo parte integrante, viva e pulsante della città, luogo dinamico, flessibile e multidisciplinare, aperto a tutti.

Ecco sinteticamente la descrizione dei 6 shortlisted, chiamati a sviluppare la loro idea per marzo 2015:

1. AGPS Architecture Ltd. (Zurigo e Los Angeles) www.agps.ch : il loro museo ricorda una cattedrale sul mare. Scultoree torri di legno racchiudono uno spazio quasi sacrale, vernacolare, raccolto. Un ponte crea raccordo col tessuto urbano e mostra nuovi sorprendenti viste su città e porto;

2. Asif Khan Ltd. (Londra) www.asif-khan.com : un museo che riconfigura la circolazione portuale, ricucendola con la città. E’ pensato come una strada, tra la staticità di un museo tradizionale e il flusso dinamico della vita quotidiana;

3. Fake Industries Architectural Agonism (New York, Barcellona e Sydney) www.fakeindustries.org : il museo è un faro. Le sale espositive sono volumi tra loro indipendenti, frammentati nel paesaggio. Uso del legno carbonizzato nei rivestimenti, che ricorda la rinascita delle foreste dopo un grande incendio;

4. Haas Cook Zemmrich STUDIO2050 (Stoccarda) www.haascookzemmrich.com: la pelle del museo è un etereo drappeggio vetrato, dotato di un elevatissima tecnologia climatica che lo rende uno scrigno prezioso e performante e lo inonda di luce naturale. Inoltre, predispone laboratori per giovani artisti nordici, un parco di sculture indoor e un mercato coperto;

5. Moreau Kusunoki Architect (Parigi) www.moreaukusunoki.com : optano per il dialogo tra le parti. Il piano terra nasce come riuso del Terminal esistente e viene dedicato alla formazione e allo spazio pubblico mentre la parte espositiva vera e propria si erge su palafitte: un unico spazio rettangolare con vista mozzafiato sul mare;

6. SMAR Architecture Studio (Madrid e Western Australia): anche loro riusano la struttura in legno lamellare del Terminal lavorando sul concetto di scatola nella scatola. 31 stanze di dimensioni differenti giocano sull’idea di “cipolla termica”: il museo è una scoperta sostenibile.

Commentando le scelte effettuate, Richard Armstrong, Direttore de della Fondazione Solomon R. Guggenheim Museum ha detto: “[..] La giuria ha scelto sei approcci progettuali profondamente riflessivi, ognuno dei quali apre straordinarie possibilità per il Guggenheim a Helsinki e ci chiede di immaginare quello che un museo del futuro può essere. Siamo entusiasti di vedere i finalisti sviluppare ulteriormente il potenziale dei loro disegni visionari e ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito a questa conversazione finora, dai 1.715 concorrenti che hanno creato coinvolgenti e diverse osservazioni alle 200.000 persone che hanno visitato il sito web del concorso“. Mentre Mark Wigley – presidente di giuria, Professore e Decano emerito della Graduate School of Architecture, Planning and Preservation della Columbia University di NY – ha detto “ognuno dei finalisti offre un modo distintivo e originale per creare nuovo spazio pubblico per Helsinki, e sfida il Guggenheim a sviluppare modelli senza precedenti di programmazione del museo. Alcuni disegni fanno uso audace del Terminal Makasiini esistente. Alcuni propongono invece miscele impreviste di spazio civico e museo, o spazi espositivi più tradizionali che si giustappongono con nuove creazioni non ancora immaginate. Le soluzioni selezionate sono un convincente primo passo, e siamo impazienti di vedere come saranno più pienamente esplorate nella prossima fase del concorso“.

Giulia Mura

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Giulia Mura
Liceo classico E.Q.Visconti, laurea triennale in Arredamento e Architettura di Interni presso l’Università la Sapienza – Valle Giulia con tesi sperimentale in museografia (prof.ssa Daniela Fonti e Rossella Caruso), e master in “European Museology” presso la Iulm di Milano (prof. Massimo Negri) . Da qualche anno collabora con il prof. Luigi Prestinenza Puglisi , con cui collabora presso il laboratorio PresS/T factory nel ruolo di organizzatrice di Mostre ed Allestimenti presso la Casa dell’architettura- Acquario Romano, nonché come giurata nei concorsi e assistente all’Università Ludovico Quaroni, facoltà di disegno industriale. Scrive per www.presS/Tmagazine.it, per la rivista araba Compasses (www.compasses.ae) e per Artribune (www.artribune.com). Attualmente impegnata come junior curator per la seconda edizione di Worldwide Architecture, edizioni Utet e consulente museologia al museo Mafos ( Museo e Archivio di Fotografia storica), Roma.