Da Joan Mirò ad Agostino Bonalumi, successo per le aste napoletane di Blindarte. Stime superate anche per i Savinio della Collezione Tirrenia: ecco risultati e immagini

Ottimo successo per la doppia tornata di vendite di Blindarte, la brillante casa d’aste napoletana che fra il 29 e il 30 novembre ha passato sotto il martelletto un vasto catalogo di Gioielli, Orologi, Argenti, Porcellane, Arredi, Antiquariato, Oggetti d’arte e di design, Dipinti antichi, dipinti del XIX-XX secolo, per chiudere con circa 280 opere […]

Ottimo successo per la doppia tornata di vendite di Blindarte, la brillante casa d’aste napoletana che fra il 29 e il 30 novembre ha passato sotto il martelletto un vasto catalogo di Gioielli, Orologi, Argenti, Porcellane, Arredi, Antiquariato, Oggetti d’arte e di design, Dipinti antichi, dipinti del XIX-XX secolo, per chiudere con circa 280 opere di arte moderna e contemporanea. Tra queste da segnalare importanti dipinti e sculture provenienti dalla Collezione d’Arte della Società di Navigazione Tirrenia, molto apprezzata per la caratteristica “vocazione marina” della maggior parte delle opere e per la loro qualità. Un successo soprattutto sul piano internazionale, con partecipazioni telefoniche giunte anche dal Giappone e dal Messico, oltre alle solite piazze di New York, Londra, Parigi, Barcellona.
Contesissima la coloratissima china e pastelli a cera su carta di Joan Mirò del 1979, circa cm 70×50, dal titolo Personnage, stimata 40/60mila euro e finita aggiudicata per oltre 100mila, così come Rosso, movimentata tela estroflessa del 1979 di Agostino Bonalumi, cm 60×73, stimata 50/70mila euro e molto contesa in sala, prima di essere aggiudicata al telefono per oltre 81mila euro. Aggiudicati anche due dipinti di Alberto Savinio del 1949, provenienti dalla Collezione della Tirrenia, per quasi 100mila euro ciascuno, sopra le stime massime.
Soddisfazione anche per Tetti di Roma, matita e acquerello su carta intelata di Renato Guttuso, del 1961, aggiudicato a oltre 43mila euro contro una stima di 28/35mila. E anche per artisti meno frequenti sul mercato, come Edoardo Landi – la cui Struttura visuale 64, del 1966, ha raddoppiato le stime a 15mila euro – ed il serbo Vladimir Veličkovć, il cui Obstacler – olio su tela del 1974 – è stato lungamente conteso al telefono da diversi contendenti serbi, prima di essere aggiudicato a un collezionista italiano per oltre 15mila euro. Ma la miglior performance è senza dubbio sull’arte antica: dove una Cleopatra di Leonardo Grazia, detto Leonardo da Pistoia, olio su tavola, proposta fra i 25 e i 35mila euro, si è innalzata fino a superare i 110mila.

Massimo Mattioli

http://www.blindarte.com/

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.