Un’asta senza base d’asta. Esperimento BASEZERO: a Milano il mercato lascia spazio alla passione. Opere all’incanto, senza paletti, e il prezzo lo decidete voi

E se accaparrarsi un’opera d’arte all’asta diventasse una cosa semplice, alla portata di tutti? Se il mercato non fosse una muraglia invalicabile e il prezzo lo decideste voi? Aste accessibili, democratiche e soprattutto libere. Un esperimento targato BASEZERO, casa d’aste milanese, che s’è inventata un metodo diverso, per conquistare target di pubblico sempre più ampi […]

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E se accaparrarsi un’opera d’arte all’asta diventasse una cosa semplice, alla portata di tutti? Se il mercato non fosse una muraglia invalicabile e il prezzo lo decideste voi? Aste accessibili, democratiche e soprattutto libere. Un esperimento targato BASEZERO, casa d’aste milanese, che s’è inventata un metodo diverso, per conquistare target di pubblico sempre più ampi e avvicinare il collezionismo giovane e meno facoltoso. Funziona così: a prescindere dal valore reale dell’opera, la si conquista tramite offerte libere, senza prezzo di riserva e a partire da una base  sempre uguale: zero. Una sfida anche per gli artisti, che vedranno crescere e stabilire il valore delle proprie opere dal vivo, senza condizionamenti esterni, indicati dai parametri ufficiali del mercato, dalle gallerie, dalle expertise ufficiali.
Crediamo sia arrivato il momento di pensare in un modo nuovo alla crescita del mercato dell’arte in tempi di crisi”, hanno spiegato i fondatori della nuova casa d’aste,  Stefano Baldo, Francesco Palermo e Alessandro Prada . “Se l’arte rappresenta un bene rifugio per coloro che possono permettersi grandi investimenti, dall’altra parte esiste un ampio bacino di potenziali acquirenti che dell’arte ne può usufruire solo come visitatore”.

Spazo Tadini, Milano
Spazo Tadini, Milano

Esperimento da provare il prossimo 13 dicembre, a partire dalle ore 10, presso lo Spazio Tadini di Milano, dove è attesa la prima asta di BASEZERO dedicata all’arte contemporanea. Le opere saranno in mostra per due settimane, con inaugurazione fissata sabato 29 novembre, alle 18: oltre 250 lotti da scoprire ogni giorno (lunedì escluso) dalle 15.30 alle 19, fino alla data dell’asta, a cui si potrà partecipare con offerte dal vivo, on line e via telefono. E un’anteprima è già presente sul sito .
Un quadro non è fatto di sola pittura” spiegano dal team di BASEZERO, “una scultura non è fatta solo di materia: si instaura sempre una relazione tra artista e collezionista che accresce il valore delle opere e che permette di raccontare una storia”. A queste storie, a queste relazioni autentiche prova a guardare il progetto.  Oltre gli steccati e le rigide pratiche dell’art market: quel che conta è il desiderio, l’empatia, da cui si genera un “altro” valore dell’arte. Col rischio di superare – o magari non raggiungere – il valore finanziario. A decidere è chi compra, partendo da zero.


Spazio Tadini
via Jommelli 24, Milano
http://spaziotadini.wordpress.com/
www.basezero.it

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
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  • paolo chiapetto

    Buongiorno, io ho partecipato a quest’asta di Basezero come “Artista” devo purtroppo dire che il risultato è stato pessimo.. le opere, in massima parte, sono state aggiudicate a prezzi ridicoli.. un vero insulto per gli artisti. oltrechè un danno di immagine verso chi ha già una clientela storicizzata. Non posso credere che per ” favorire l’approccio all’Arte ” di nuovi collezionisti si arrivi ad aggiudicazioni che, quasi, non coprono neanche il costo delle tele! Dando per scontata la buonafede dell’iniziativa, secondo me, bisogna far partire l’asta almeno dopo la terza offerta ( come fanno in molti ) o comunque stabilire un valore minimo, favorire l’approccio alle opere d’arte non dovrebbe significare umiliare chi le produce!! Grazie!

  • paolo chiapetto

    Buongiorno, ricommento la situazione dopo la seconda asta, tenuta in occasione dell’Affordable Art Fair… anche se a me è andata (relativamente) bene, ribadisco il concetto: NON E’ POSSIBILE /ETICAMENTE CORRETTO AGGIUDICARE DELLE OPERE A 50 O 100 EURO, PERCHE’ SI UMILIA CHI LE HA PRODOTTE (OLTRE A PROCURARE UN DANNO ECONOMICO E A SVILIRE UNA REPUTAZIONE COSTRUITA CON I CLIENTI ACQUISITI ) E SI FA UN FAVORE A GALLERISTI/MERCANTI CHE ACQUISISCONO OPERE CON 4 SPICCIOLI…..E’ COSI’ DIFFICILE DA CAPIRE? CI VUOLE MOLTO A FAR PARTIRE L’ASTA DA “BASE ZERO” MA ALMENO DALLA TERZA OFFERTA IN POI? BAH! RIDICOLO!!!!

    • Basezero Basezero

      Se si partisse dalla terza offerta si chiamerebbe BASE150 e non Basezero!

      Le condizioni sono semplici e chiare per tutti! Se si decide di partecipare, vanno accettate.

      Le opinioni personali sono fortunatamente libere ma non devono essere lesive del lavoro e della passione altrui.

      Lo staff di Basezero

      • paolo chiapetto

        Nessuno vuole mancare di rispetto a nessuno, ribadisco solo che, con questo metodo, si mette in difficoltà chi produce le opere, sotto vari aspetti e, probabilmente, si fanno favori a Galleristi e Mercanti, che ne hanno meno bisogno degli Artisti…. non so se riesco a rendere l’idea. Comunque, buon lavoro e Cordiali Saluti. Paolo Chiapetto