Un museo, quattro mostre, 750 milioni di dollari. Ecco l’economia prodotta a New York dal Metropolitan Museum: dati (anche fiscali) alla mano…

In Italia qualche volta se ne è parlato, ma ancora mai si è affrontata seriamente la tematica della cultura come fattore di produzione di ricchezza. Almeno della cultura contemporanea. Ora pare aver preso la questione sul serio il ministro Franceschini, ma ci vorrà ancora del tempo per vedere i primi frutti. Dove invece i frutti […]

Il Metropolitan Museum

In Italia qualche volta se ne è parlato, ma ancora mai si è affrontata seriamente la tematica della cultura come fattore di produzione di ricchezza. Almeno della cultura contemporanea. Ora pare aver preso la questione sul serio il ministro Franceschini, ma ci vorrà ancora del tempo per vedere i primi frutti. Dove invece i frutti si raccolgono, e da tanto, è negli USA: ultimo caso, quello del Metropolitan Museum of Art, che ha appena pubblicato un’indagine statistica (ma con riscontri di carattere fiscale) secondo la quale le quattro mostre proposte durante la primavera/estate 2014 hanno generato a New York economie di scala per qualcosa come 753 milioni di dollari.
Di che mostre si parla? Di Lost Kingdoms: Hindu-Buddhist Sculpture of Early Southeast Asia, 5th to 8th Century, di The Roof Garden Commission: Dan Graham with Günther Vogt, di Charles James: Beyond Fashion e di Garry Winogrand. Utilizzando standard di settore per il calcolo dell’impatto sulle entrate fiscali, lo studio ha rilevato che il beneficio diretto alla città e allo Stato dai visitatori del Museo ammonta a circa 75,3 milioni dollari. Ma – dato più sostanziale – il 53% dei visitatori delle mostre provenienti da fuori città ha riferito che la visita del Met è stato un fattore chiave motivante nella loro decisione di visitare New York.
Nel dettaglio, la mostra Lost Kingdoms ha attirato 197.710 visitatori, The Roof Garden Commission 559.876, Charles James 505.307 visitatori e Garry Winogrand 165.579. L’ottanta per cento dei viaggiatori hanno pernottato almeno una notte in città e, di questi, il 70% in un hotel, ostello o appartamento in affitto. Con una durata media del soggiorno di 6,3 giorni. L’impatto economico stimato è di 399 milioni di dollari per la quota di visitatori che ha segnalato il viaggio come fortemente motivato dalla visita al Museo, e di 211 milioni di dollari per chi ha detto che le mostre erano comunque una motivazione importante: a queste cifre si aggiungono i relativi benefici fiscali stimato in 39,9 e 21,1 milioni di dollari. Il risultato porta al rocambolesco totale di 753 milioni di dollari. Grazie a un museo.

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.