Un museo di Chipperfield a Reims? Troppo costoso, i soldi servono per il centro sportivo, dice il sindaco. E rischiano di sfumare due importanti donazioni…

“Non ci sono soldi per due grandi progetti: se vinciamo noi, niente museo”. L’aveva dichiarato in campagna elettorale, Arnaud Robinet, quando era solo un candidato a sindaco di Reims, noto centro francese della Champagne-Ardenne: poi ha vinto, e ora quindi mette in pratica il suo proposito. Abortisce il progetto di un grande museo firmato nientemeno […]

Il progetto di David Chipperfield per il museo di Reims

Non ci sono soldi per due grandi progetti: se vinciamo noi, niente museo”. L’aveva dichiarato in campagna elettorale, Arnaud Robinet, quando era solo un candidato a sindaco di Reims, noto centro francese della Champagne-Ardenne: poi ha vinto, e ora quindi mette in pratica il suo proposito. Abortisce il progetto di un grande museo firmato nientemeno che da David Chipperfield, i fondi servono alla città per un nuovo centro sportivo con piscina e palazzo del ghiaccio.
In tempi di crisi, non fanno notizia solo le aperture di nuovi musei: fa notizia anche la marcia indietro, che costerà comunque a Reims un milione di euro di spese già effettuate, a fronte di un progetto da quasi 55 milioni di euro. Oltre 11mila metri quadrati di spazi, dei quali circa 5mila dedicati all’esposizione permanente di una ricca collezione di pittura di storia, di genere, ritratti, nature morte e paesaggi, focalizzati prevalentemente su Art Nouveau e Art Déco. Il problema più grave? È che alla realizzazione dei nuovi spazi erano legate due donazioni, quelle del fondo Fujita e della raccolta Pommery, che ora rischiano di sfumare. Ma in anni di vacche magre, la cultura deve farsi da parte fra le prime, per lasciar spazio allo sport…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.