Tutti i programmi di Intesa San Paolo per Expo 2015. Dal padiglione smontabile di Michele De Lucchi alle quinte scenografiche di Studio Azzurro

Nella sala centrale della meravigliosa sede museale di Gallerie d’Italia, vero nuovo salotto della città, in piazza della Scala a Milano, Intesa San Paolo ha presentato il proprio progetto di partecipazione a Expo Milano 2015, in veste di official global partner dell’attesissimo evento. Carlo Messina, consigliere delegato e CEO di Intesa Sanpaolo, ha aperto l’evento […]

Nella sala centrale della meravigliosa sede museale di Gallerie d’Italia, vero nuovo salotto della città, in piazza della Scala a Milano, Intesa San Paolo ha presentato il proprio progetto di partecipazione a Expo Milano 2015, in veste di official global partner dell’attesissimo evento. Carlo Messina, consigliere delegato e CEO di Intesa Sanpaolo, ha aperto l’evento ricordando a tutti che l’Italia è un paese fortissimo, con diversi problemi innegabili, ma assolutamente ancora centrale per cultura e imprenditorialità: “la partnership con Expo Milano 2015 rappresenta un’occasione unica per rafforzare il nostro impegno verso il Paese, valorizzare le eccellenze imprenditoriali italiane, la vitàlità della nostra economia e il primato del patrimonio artistico e culturale. Perchè Intesa Sanpaolo crede nella grande occasione di rilancio che Expo offre al Paese e sostiene l’imprenditoria italiana con un impegno concreto”.
Subito dopo parola all’architetto Michele De Lucchi, che ha spiegato come nasce l’idea per il Padiglione di Intesa Sanpaolo, partendo dall’interrogazione su “cosa è natura”, e ispirandosi ad un detto dei maestri Indù: “Bisogna diventare come i sassi del fiume” che non devono intorpidire l’acqua nè essere di impedimento, De Lucchi ha optato per un progetto di edificio smontabile, ecologico ed elegante al tempo stesso, la cui forma ricorda quella di tre sassi levigati dall’acqua appunto. L’intero edificio di quasi mille metri quadrati disposto su due piani è interamente ricoperto da piastrelle di scandole bianche (sottili foglie di marmo), 6363 per l’esattezza, sovrapposte come nei tetti delle case di montagna, che la sera vengono illuminate creando suggestivi giochi di luce. All’interno domina al contrario il caldo del legno d’abete rosso. Al piano terra, dove saranno ospitati gli uffici bancari, il lavoro dialoga con l’arte, in particolare con un’installazione site specific di Studio Azzurro, mentre al primo piano si troveranno delle salette per conferenze ed eventi interni. L’edificio, che si trova in una posizione strategica non lontano dal Padiglione Italia, sarà aperto al pubblico fino alle 11 di sera, e curerà anche il ticketing dell’evento.
Poi parola all’atteso ospite, il testimonial Claudio Bisio: l’attore legge un’ironica, ma toccante critica dell’opera di Umberto Boccioni, “Officine a Porta Romana”. Quadro presente nella stessa collezione di Gallerie d’Italia, preso a simbolo di una Milano che cambia; l’opera infatti riporta al 1908, quando il pittore aveva solo 26 anni, due anni dopo l’Expo internazionale del 1906 (tenutosi sempre a Milano) che aveva per tema i Trasporti.
Vittorio Meloni, direttore delle relazioni esterne, ha invece spiegato nel dettaglio la grande quinta di Studio Azzurro, formata da sette grandi schermi, di sette metri per tre, che crea l’idea di un orizzonte, un viaggio diviso in 2 sezioni: quattro dedicati all’arte e alla cultura, in particolare Gallerie d’Italia; la musica con Mi-TO, Piano City, Fondazione Jazz di Torino; il teatro con La Scala, il Regio di Torino, e il San Carlo di Napoli; il paesaggio con la collaborazione con il FAI. E tre dedicati al patrimonio imprenditoriale: il settore agricolo; l’ingegno delle produzioni artigianali; l’alta tecnologia e il design. Ma simbolicamente resta Boccioni con il quadro sopra analizzato, la porta di ingresso, lo special event-chiave di lettura che fa da trait d’union da Milano all’Italia.
Alle Gallerie d’Italia in occasione del Centenario della Grande Guerra andrà in scena uno spettacolo che durerà ben 184 giorni di animazione ed intrattenimento; al piano terra del Museo infatti moltissime le iniziative: dalle conferenze stile TED, dove pensatori di livello internazionale si interrogheranno ragionando sul futuro in streaming, a concerti d’opera, appuntamenti teatrali, o incursioni più specificamente scientifiche con Fondazione Feltrinelli, e gruppo 2003, e non mancheranno incontri con tutte le università della città.

Laura Ghirlandetti

 

 

CONDIVIDI
Laura Ghirlandetti (Crema, 1983) si è laureata con lode in Scienze dei beni culturali alla Cattolica di Milano. Collabora con l'associazione milanese Circuiti Dinamici (ex Bertolt Brecht), e in veste di art curator con la Zoia Gallery&Lab. Con la sua compagniaMiranda Teatro prosegue un'attività di ricerca teatrale, concentrandosi soprattutto sul concetto di teatro di comunità e sull'interpretazione di un territorio.