Torino Updates: sveglia, assessori! Conferenza stampa irrituale per Artissima, con un timer hamburger che detta il tempo degli interventi. Ed evita sbrodolate

Il bello del giornalismo gonzo è che puoi arrivare alle conferenze stampa in voluto ed esagerato ritardo, così da evitare con salto triplo tutta la sbrodolata degli assessori organizzatori prestatori curatori allestitori comunicatori mecenati che parlano e parlano e parlano in un rumore bianco di ovvietà al fosforo, che lampeggia nelle orecchie in modo indistinto, […]

Sarah Cosulich e l'assessore alla cultura del Comune di Torino Maurizio Braccialarghe

Il bello del giornalismo gonzo è che puoi arrivare alle conferenze stampa in voluto ed esagerato ritardo, così da evitare con salto triplo tutta la sbrodolata degli assessori organizzatori prestatori curatori allestitori comunicatori mecenati che parlano e parlano e parlano in un rumore bianco di ovvietà al fosforo, che lampeggia nelle orecchie in modo indistinto, monodico e ipnotico come una risacca. Tanto da quella parte del tavolo ti dicono che sono stati bravi. E punto. Da quest’altra annuiscono tutti come i cagnolini di plastica sul pianale posteriori delle auto Anni Settanta, quelli con il collo a molla che dondola ad ogni frenata. Nessuno ha mai niente da dire, tutti aspettano quello che fino a qualche anno fa era un ricco buffet e che adesso – c’è la crisi, gente – si risolve al più in un bicchiere di plastica col prosecchino. Le rare volte che ti ingabbiano alla sedia, annichilito stile Alex in Arancia Meccanica, sogni che dalle retrovie si alzi un Fantozzi ragionier Ugo a gridare che sì: le conferenze stampa sono una cagata pazzesca. Quel momento, ad Artissima, è arrivato. Lo stile e la levatura sono ovviamente diversi rispetto al personaggio di Paolo Villaggio, ma il concetto che da tempo va ripetendo Rocco Moliterni, titolare delle pagine di cultura per La Stampa, è ugualmente chiaro e preciso: basta con le conferenze stampa fiume, basta a tutto quel blablablare. Siate precisi e concisi, fate questo sforzo!

Artissima coglie l’invito e – sarà l’aura di Cattelan che aleggia per Torino o il battesimo della sezione della fiera dedicata alla performance – trasforma la conferenza stampa di presentazione in uno sketch di improvvisazione. Con l’ex Caterpillar Paolo Maggioni, oggi in forze alla sede Rai di Torino, a mediare con fare tagliente gli interventi di politici e rappresentanti delle istituzioni: due minuti a testa, non di più, con un timer a forma di hamburger – questo sì, per davvero, molto Toilet Paper style – a scandire impietoso lo scorrere di un tempo che nessuno sembra più disposto a perdere. Il giochino funziona, tutti stanno al loro posto, e il clima da pompa magna svapora nella rilassatezza. Era ora.

– Francesco Sala

 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.