Sky Arte Updates: Richard Avedon, Steve McCurry, Helmut Newton e gli altri. Duecento foto in mostra a Milano raccontano l’avventura del Calendario Pirelli

Nel 1997 la grande retrospettiva allestita da Gae Aulenti nella Sala delle Cariatidi e poi a Palazzo Grassi, prima della tournée internazionale che aveva toccato Tokyo, Berlino, Mosca, Buenos Aires; un anno fa l’instant show nell’immensa anticamera dell’Hangar Bicocca. Quest’anno si torna a Palazzo Reale, ancora a Milano: sono duecento gli scatti iconici scelti per […]

Nel 1997 la grande retrospettiva allestita da Gae Aulenti nella Sala delle Cariatidi e poi a Palazzo Grassi, prima della tournée internazionale che aveva toccato Tokyo, Berlino, Mosca, Buenos Aires; un anno fa l’instant show nell’immensa anticamera dell’Hangar Bicocca. Quest’anno si torna a Palazzo Reale, ancora a Milano: sono duecento gli scatti iconici scelti per raccontare i primi cinquantuno anni di vita del leggendario Calendario Pirelli, semplicemente – per tutti nel mondo – The Cal. E quindi calendario per antonomasia, primo in assoluto a scegliere, con sbarazzina malizia, di raccontare l’attualità attraverso il filtro ammiccante e seducente della sensualità: accompagnando in veste di testimone, e in certi casi addirittura contribuendo a indirizzare, l’evoluzione dello stile, del costume, del modo che la nostra società ha di guardare al corpo e all’eros. Ma anche al paesaggio, alla forma, alla comunicazione a mezzo immagine.
Solo grandi firme per il Pirelli, solo big assoluti in mostra da questo fine settimana e fino al prossimo 22 febbraio a Milano. Ecco mostri sacri come Herb Ritts, Richard Avedon, Helmut Newton, Bruce Weber, Steve McCurry; a immortalare regine delle passerelle e simboli assoluti dello star system internazionale: passando da Monica Bellucci all’eterna Sophia Loren, colta nel 2007 da Inez van Lamsweerde e Vinoodh Matadin in tutta la sua elegante e intramontabile bellezza.
La storia di The Cal è quella dell’immagine, così come si è dipanata nel corso della seconda metà del Novecento. Lo dimostra la campagna firmata da Annie Leibovitz, giocata sui drammatici toni chiaroscurali che hanno segnato gli Anni Ottanta e Novanta; lo conferma l’edizione del ’90 firmata da Arthur Elgort, coraggioso nel suo omaggio alla vigorosa fisicità amata da Leni Riefensthal.    

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