Record per Gino Severini a 5 milioni di dollari, e per Manet venduto al Getty Museum per 65 milioni. Bene anche Christie’s nelle aste di New York, ma Sotheby’s vince la partita

Continua la due settimane di aste d’arte della stagione autunnale newyorkese e, dopo l’eccezionale e difficile da replicare, serata da Sotheby’s, ieri è stato il turno di Christie’s, che ha rilanciato con un pregiato e raro dipinto di Edouard Manet del 1881, Le printemps. Parte di un ciclo pittorico sulle stagioni mai completato, l’opera è […]

Continua la due settimane di aste d’arte della stagione autunnale newyorkese e, dopo l’eccezionale e difficile da replicare, serata da Sotheby’s, ieri è stato il turno di Christie’s, che ha rilanciato con un pregiato e raro dipinto di Edouard Manet del 1881, Le printemps. Parte di un ciclo pittorico sulle stagioni mai completato, l’opera è rimasta nelle stessa collezione privata per più di un secolo, dai tempi in cui fu acquisita nel 1909, e concessa in prestito alla National Gallery of Art di Washington negli ultimi vent’anni. Con aspettative che oscillavano tra i 25 e i 35 milioni di dollari, il dipinto ha innescato un’estenuante “guerra” tra offerenti, sigillata dal mercante newyorkese Otto Naumann, per conto del Getty Museum di Los Angeles, per 65,1 milioni di dollari, rilevando l’ottima posizione e presa che l’Impressionismo ha nel mercato dell’arte odierno. Per quest’asta, Christie’s afferma di aver puntato principalmente su caratteri quali la rarità, la forte provenienza, e l’importante storia museale delle opere. La serata si è chiusa con un risultato discreto: il 90% dei lotti venduti, per un totale di 165,6 milioni di dollari, e due nuovi record, uno per Manet, e l’altro per Gino Severini, con Etude pour Autoportrait au canotier, venduto per 4,7 milioni di dollari al londinese Ivor Braka. Si tratta di un carboncino e pastello su carta del 1912-1913, di rara importanza in quanto appartenente ad una fase cruciale di passaggio da una grammatica influenzata dal cubismo parigino verso una personale sintesi plastica e cromatica. Attese per la prossima settimana, le vendite dedicate all’arte contemporanea, con highlights su Andy Warhol, Francis Bacon e Mark Rothko.

– Marta Pettinau

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.