Miami Updates: 10 ristoranti da prenotare e provare durante la settimana di Art Basel Miami Beach. E poi fateci sapere

Per decenni meta di ricchi pensionati in cerca di tranquillità e temperature miti, Miami – anche grazie all’arte contemporanea ed alle sue fiere – sta cambiando moltissimo. E’ una città in formidabile crescita negli ultimi anni: tutto parte dall’immobiliare e discende a cascata. Sul lusso, sull’hotellerie, sul commercio, sul food. E se durante questi giorni […]

Per decenni meta di ricchi pensionati in cerca di tranquillità e temperature miti, Miami – anche grazie all’arte contemporanea ed alle sue fiere – sta cambiando moltissimo. E’ una città in formidabile crescita negli ultimi anni: tutto parte dall’immobiliare e discende a cascata. Sul lusso, sull’hotellerie, sul commercio, sul food. E se durante questi giorni di Art Basel il luxury world non si farà desiderare essendo prevista in città una grande riunione di tutte le teste d’uovo dei manager del lusso mondiali organizzata da New York Times (da Frida Giannini a Stefano Pilati passando per Diego Della Valle e François Pinault giusto per citarne alcuni), niente male anche dal lato del cibo. La città fino a qualche anno fa era triste, oggi è un posto divertente dove succedono cose durante tutto l’anno. Sia a Miami Beach che nei distretti sulla terraferma di Wynwood, di Midtown, di Design District, di Downtown e di Brickell. Giusto la settimana scorsa si è svolta la quinta edizione di PIG (Pig Is Good), rassegna gastronomica street-creativa che mobilita i foodlovers della bassa Florida, e sempre qualche giorno fa si è tenuta la prima edizione (allo Yardbird, un ristorante comunque da mettersi in agenda sebbene non sarà nella nostra lista) di “30 under 30”, una festa dedicata alle trenta giovani personalità che stanno cambiando e innovando la dining scene di Miami.
Ora, in tutto questo pullulare di iniziativa e di nuove apertura, dove consigliare ai nostri lettori di prenotare un tavolo durante la settimana di Art Basel? I posti validi a Miami e a Miami Beach sono ormai tanti (per non sbagliare, avendo a disposizione denaro, è sufficiente rivolgersi agli acclamati ristoranti dei cento alberghi lungo Collins Avenue o Ocean Drive), ma qui ci siamo limitati ad una selezione delle nuove e nuovissime aperture. Eccole qui sotto.

OOLITE (South Beach)

Ha aperto lo scorso 19 giugno il nuovo ristorante del premiato chef Kris Wessel. L’impronta è un po’ healthy, vegetariana, a tratti vegana, comunque bio, gluten free e regionale. Questi i contenuti per un nuovissimo ristorante che, nota a margine, si trova a tre passi dal Convention Center dove si tiene Art Basel Miami Beach…
http://www.ooliterestaurant.com
MORIMOTO (South Beach)
Gran nome, gran brand, gran tavola, grande cucina fusion asiatica con la griffe di uno dei cuochi piu famosi d’America e dunque del mondo. Masaharu Morimoto espande il suo impero arrivando a Miami e apre (è cosa freschissima: primo servizio all’inizio di Ottobre 2014) nelle sale dell’iperaffascinante Shelborne Hotel, in piena South Beach, in questi giorni affollatissimo di galleristi e collezionisti.
DRUNKEN DRAGOON (South Beach)
Un po’ taverna british, un po’ ristorante cinese, un po’ gastropub, un po’ barbecue coreano. In una zona un po’ anonima di South Beach, laddove c’era un tempo un supermercato, ecco la nuova apertura di chef Xavier Torres che, benché ancora 28enne, viene da esperienze al The Duch, allo Zuma e da Nobu. L’esterno conserva le fattezze del vecchio supermarket, ma l’interno è un progetto sorprendente degli architetti losangeleni di Studio Collective. Da vedere e da assaggiare.
LA MAR (Brickell)
Siamo nei sontuosi spazi del Mandarin Hotel e siamo al cospetto della reputata cucina di chef Gaston Acurio, ovvero il Perù. Ovvero l’individuo che ha creato, forgiato, sistematizzato promosso e soprattutto esportato la cucina peruana facendone uno dei boom a livello globale dell’ultimo lustro. Oggi Acurio è anche a Miami con La Mar, nuovo ristorante nato la scorsa primavera sull’isoletta ultraluxury di Brickell Key. O al tavolo o a uno dei bar che circondano le sale principali, una sosta per un ceviche potrebbe valere la pena.
MOYE (Brickell)
Intenzionati a inserire in lista anche un italiano vero e proprio per i nostalgici o i tradizionalisti, abbiamo scelto questo posto perché nuovissimo (ha aperto un mese fa). Moye è un bistrò pugliese moderno, aperto comunque a tutte le cucine “southern italian”. Adatto per chi non può stare senza burrata per più di un tot… L’insegna ha comunque già due ristoranti in Italia, a Firenze ed a Milano.
ALTER (Wynwood)
Chef Bradley Kilgore (secondo Eater il migliore della città quest’anno) aveva un successo pazzesco nel ristorante dove cucinava, il J&G Grill, talmente pazzesco che ha deciso di andarsene per aprire una cosa sua. Questa cosa sua avrà sede in un ex magazzino (così va di moda ora) nel distretto più artsy di Miami, ma lo spazio ancora non è pronto e non lo sarà prima della primavera. Cosa fare dunque? Semplice: una serie di cene pop up in un caffè nei paraggi. Cene partite verso fine novembre e intensificate in questi giorni di Art Basel con un programma di dinner a 4 mani: Kilgore ogni giorno ospita uno chef importante della città. Al link trovate programma modalità di prenotazione.
SHIKANY (Wynwood)
Spazio stupendo in una autentica warehouse del Wynwood Village. Decor post industriale. Menu internazionale, cocktail e tavolone sociale sedendosi su quale è possibile solo ordinare il mega-menu degustazione. E tra breve cominciano anche i corsi di cucina tenuti direttamente dallo chef Michael Shikany.
ZAK THE BAKER (Wynwood)
E’ conosciuto come Zak the Baker, ma lui è al secolo Zak Stern, probabilmente il più celebre fornaio di tutta la Florida del sud. Anche se non lo sapete, se avete mai mangiato in qualche ristorante di Miami o se avete fatto colazione in qualche buon caffè, avete senz’altro ingurgitato i suoi prodotti perché è lui a fornire le migliori tavole della città per quanto riguarda il pane e i migliori bar per quanto riguarda brioches e croissant. Da Maggio Zak ha aperto il suo forno-caffè (ma perfetto per un pranzetto nell’art district di Wynwood, sempre pieno di cose da vedere) a Wynwood grazie ad un crowdfunding andato a buon fine su Kickstarter: 30mila dollari e l’impresa è riuscita a partire. Non mancate di andare ad assaggiare le più buone pagnotte della Florida.
BLACKBRICK (Midtown)
Siamo in un piccolo gioiello di cucina asiatica. Forse il miglior posto della città dove mangiare dim sum e piatti cinesi di alta qualità grazie al genio e all’impegno di chef Richard Hales. Di fronte, dall’altra parte del piazzale, c’è un fast food che è stata la prima grande e seguitissima trovata di Hales. Si chiama Sakaya Kitchen e ha anche una sede a Downtown se siete da quelle parti e gira pure su un furgone. Se provate la cucina di Hales, vogliamo un vostro parere!
MIDTOWN OYSTER BAR (Midtown)
Classici di pesce americani si mixano con una proposta dal sapore italiano perché italiani sono i proprietari dietro questa nuova insegna perfetta per chi è in cerca di scampi, aragoste, ostriche e gamberi in tutte le salse. Cotti e soprattutto crudi.

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