Masbedo in cattedra a Torino: un workshop con gli allievi della Scuola Holden e dell’Albertina per costruire performance. Da mettere in scena ad Artissima

Quattro giorni di full immersion per la condivisione di concept e pratiche creative, a fine settembre, poi un mese intero per elaborare in modo individuale il proprio progetto. Da presentare, ora, davanti al pubblico di Artissima. Le tappe sono quelle del corso di laurea, il diploma – a livello puramente teorico – in performance; i […]

Quattro giorni di full immersion per la condivisione di concept e pratiche creative, a fine settembre, poi un mese intero per elaborare in modo individuale il proprio progetto. Da presentare, ora, davanti al pubblico di Artissima. Le tappe sono quelle del corso di laurea, il diploma – a livello puramente teorico – in performance; i docenti Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni. Alias Masbedo. Si avvicina il momento di quella che, in un tradizionale percorso di studi, sarebbe la discussione della tesi per la ventina di ragazzi della Scuola Holden e dell’Accademia Albertina che hanno seguito il workshop del duo di videoartisti, progetto a margine – ma tutt’altro che marginale! – della mostra che fino al prossimo gennaio li vede impegnati alla Fondazione Merz.
Il lavoro è stato centrato su un solido cavallo di battaglia di Masbedo, quell’idea di “umanesimo tecnologico” che cerca la sintesi tra domande ancestrali, connaturate allo spirito più arcaico dell’uomo, e i più recenti strumenti narrativi e tecnologici. Ecco allora i corsisti offrire ai due artisti, mai come in questo caso figure quasi sciamaniche, oggetti che parlano della loro intimità: manipolati, trasformati, devastati nell’anima e ricomposti in un’azione performativa filtrata dal mezzo del video. Tutto qui? No. Perché imparata sulla propria pelle l’arte è ora il momento di fare tutto meno che metterla da parte: venerdì 6 e sabato 7 novembre, a partire dalle 11, saranno gli stessi alunni a mettere in scena nei padiglioni di Artissima la propria piccola grande performance. Con nuovi oggetti, nuovi frammenti di vita e ricordi da donare questa volta, nel turbine del processo creativo, alla platea di un pubblico allargato.

– Francesco Sala

 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.