L’Etiopia di Invernomuto a Milano: video dalla performance notturna alla Marsèlleria, con dj set per accompagnare una nuova fase del progetto “Negus”

L’ora tarda, amplificata dal buio, invita a compostezza e circospezione: la discesa nel basement della Marsellèria di via Paullo in Milano, spazio espositivo che sfugge alle logiche e alle dinamiche della galleria tradizionale, è delirante inghiottimento in un maelstrom ethno-techno che seduce con la sua ossessione. Eccoci a Wondo Genet, luogo sacro per la cultura […]

Invernomuto alla Marsèlleria

L’ora tarda, amplificata dal buio, invita a compostezza e circospezione: la discesa nel basement della Marsellèria di via Paullo in Milano, spazio espositivo che sfugge alle logiche e alle dinamiche della galleria tradizionale, è delirante inghiottimento in un maelstrom ethno-techno che seduce con la sua ossessione. Eccoci a Wondo Genet, luogo sacro per la cultura rastafariana, che nella prossimità ad una delle poche vere attrazioni turistiche dell’Etiopia – trattasi di una celebre zona termale – vive del cortocircuito tra mistero e realtà, tra l’eternità più insondabile e il contemporaneo. Una condizione che riluce nell’installazione ambientale che introduce alla personale con cui gli Invernomuto tirano le fila di Negus, articolato progetto che ha portato il duo a lavorare sul concetto di paesaggio identitario, nel triangolo assurdo ma possibile tra il natio borgo piacentino di Vernasca, il Corno d’Africa e la Giamaica. La macchina del fumo obnubila il pavimento, i neon raggelano le pareti rivestite – monocromi arazzi cosmici – dal baluginare argenteo di teli riflettenti: questa la scenografia del dj-set che per una notte intera, dalle 23 e fino all’alba, accompagna l’apertura straordinaria by night della mostra.

È un incalzare gentile, mellifluo, quello delle basi dub che si sposano alle melodie di un perfomer etiope alle prese con il masenko, strumento monocorda ad arco dal canto di sirena; mentre il pubblico sciama lungo i tre piani in cui è dislocata la mostra, reincointrando il rito del fuoco in formato video che Invernomuto ha realizzato con la leggenda del reggae Lee Scratch Perry. Ossessioni visuali profondissime, riferimenti che inducono una claustrofobia alla Conrad: c’è un nuovo Cuore di tenebra a pulsare magnetico, delirante, violento.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.