La Lituania a Milano trova casa a Dimora Artica: partnership sostenuta dal governo del Paese baltico per lo spazio non-profit. Prossimo a raddoppiare…

Se tanto ci dà tanto era difficile trovare luogo più congeniale – nomen omen – di Dimora Artica per aprire a Milano una finestra sulla scena artistica della Lituania, nazione che vive come tutta l’area del Baltico, dalla Polonia alla Lettonia che festeggia Riga come attuale Capitale Europea della Cultura, una stagione di particolare energia […]

Se tanto ci dà tanto era difficile trovare luogo più congeniale – nomen omen – di Dimora Artica per aprire a Milano una finestra sulla scena artistica della Lituania, nazione che vive come tutta l’area del Baltico, dalla Polonia alla Lettonia che festeggia Riga come attuale Capitale Europea della Cultura, una stagione di particolare energia e brillantezza creativa. Nasce con il sostegno del Concilio Lituano per la Cultura il progetto di scambio che porta in questi giorni in Italia Nerijus Erminas (1976) e Rafal Pieslaik (1983), ospiti nell’accogliente alcova di via Boiardo con una doppia personale che si inserisce con straordinaria omogeneità nella programmazione di uno tra i progetti più coerenti e riusciti tra quanti pulsano in città negli ultimi tempi.
Piesliak porta due micro-installazioni luminose, romantiche nel proporsi con il proprio slancio ideale – la luce rischiara e apre all’infinito – come contrappeso alla cruda violenza espressiva delle Pearls di Erminas: un porco in legno a grandezza naturale, scolpito con il taglio ruvido di un Aaron Demetz, è riverso su un fianco disfatto dal pasto che nemmeno riesce a trattenere. E le perle rotolano sul pavimento, in una pozza grigiognola di bolo che ricorda il sarcastico balloon di un fumetto. La calata dei baltici a Milano risponde all’esperienza che Luigi Massari e Marcello Tedesco, artisti di casa per Dimora Artica, hanno compito nelle scorse settimane alla AV17 Gallery di Vilnius, partner del progetto, unica galleria che da quelle parti concilia l’arte contemporanea al design, con ovvio riferimento al mondo del gioiello – la Lituania è da sempre Paese dell’ambra.
Prossimi passaggi? In fase di studio la possibilità di collaborare con il Consolato Italiano per aprire la strada a mostre di italiani a Vilnius, magari sul modello riuscito delle attività che propone ogni anno la nostra ambasciata a Berlino.
Ma Dimora Artica sé particolarmente attiva anche sul fronte interno: il riserbo è d’obbligo, ma pare si possa presto festeggiare l’apertura di un nuovo ulteriore spazio. Sempre micro, in linea con la natura domestica dell’avventura, fresca di conquista del premio come miglior progetto curatoriale a The Others, la fiera alternative di Torino.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.