Il giovane artista oggi? Ha mani da artigiano e attitudine da “imprenditore”. Lo dimostrano Gli impresari, collettivo in residenza negli studi della Bevilacqua La Masa, che ora espone la macchina del sole: ecco le immagini

Quando ci si aggiudica un anno in una delle residenze più accreditate in Italia, quali sono gli studi della Fondazione Bevilacqua La Masa, è scontato l’impegno a mettere a regime tutte le opportunità che un’occasione del genere riserva ad un giovane artista. Il caso de Gli Impresari è a questo proposito notevole. Loro sono un […]

Quando ci si aggiudica un anno in una delle residenze più accreditate in Italia, quali sono gli studi della Fondazione Bevilacqua La Masa, è scontato l’impegno a mettere a regime tutte le opportunità che un’occasione del genere riserva ad un giovane artista. Il caso de Gli Impresari è a questo proposito notevole. Loro sono un collettivo – Marco Di Giuseppe, Rosario Sorbello e Edoardo Aruta – che lavora sullo studio e la produzione di macchine teatrali e dispositivi scenici seicenteschi, e che, sin dalla loro prima presentazione lo scorso marzo, ha dimostrato un’operosità e una produttività degni del proprio nome. A metà strada tra teatro e performance, i tre artisti vestono i panni di impresari teatrali che organizzano, commissionano, si affaccendano, e contemporaneamente di umili artigiani, che si sporcano le mani per la costruzione del necessario per la messa in scena finale, La commedia delle macchine di Gian Lorenzo Bernini, che il collettivo si prepara ad allestire nel 2015 a Venezia.
Finora hanno realizzato una macchina del tuono, una che simula il moto ondoso, fabbricata in ceramica durante una residenza in Toscana, un’altra che finge il vento, quest’ultima realizzata per la Wunderkammer di Trento. Dal qualche giorno, invece, sono nella Galleria di Piazza San Marco, a Venezia, per la mostra del Premio Stonefly Cammina con l’arte 2014, in occasione della quale hanno presentato la loro macchina del sole, progettata a mo’ di lampada di design. Perché l’artista visivo oggi deve essere un funambolo, capace di adattarsi e destreggiarsi abilmente tra discipline diverse, e, all’occorrenza, essere un po’ imprenditore, che significa avere capacità di ottenere la massima resa dalle situazioni e, inutile dirlo, una grande propensione al rischio e all’intraprendenza.

– Marta Pettinau

 

 

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.