Ecco la Bowl Chair, poltrona disegnata nel 1951 da Lina Bo Bardi ma rimasta nel cassetto. Ora la produce Arper in edizione limitata per i cent’anni dalla nascita del grande architetto

È una mostra non mostra quella che accoglie il visitatore a Treviso per la presentazione della Bowl Chair di Lina Bo Bardi (Roma, 1914-San Paolo del Brasile, 1992). Un curioso allestimento realizzato da Madelon Vriesendorp che mischia elementi antropologici, video e ricostruzione del suggestivo contesto popolato di animali, giocattoli e spiriti tropicali del Brasile in […]

È una mostra non mostra quella che accoglie il visitatore a Treviso per la presentazione della Bowl Chair di Lina Bo Bardi (Roma, 1914-San Paolo del Brasile, 1992). Un curioso allestimento realizzato da Madelon Vriesendorp che mischia elementi antropologici, video e ricostruzione del suggestivo contesto popolato di animali, giocattoli e spiriti tropicali del Brasile in cui l’architetto si trasferirà successivamente alla seconda guerra mondiale, dopo essere stata ad inizio carriera collaboratrice di Giò Ponti e direttrice di Domus. Interessata a rivalutare il folklore della tradizione, la Bo Bardi sarà nota per i suoi progetti pubblici in cui le istanze moderniste sono declinate con un grande attenzione all’uomo e alle classi sociali meno abbienti.
La mostra nasce, grazie al sostegno di Arper, a cent’anni dalla nascita dell’architetto per riscoprire un suo progetto inedito. L’azienda infatti ha realizzato, in edizione limitata di 500 esemplari, la sedia che fu disegnata dalla Bo Bardi nel 1951, ma che per una serie di casualità non entrò mai in produzione. Realizzata a semisfera, la sedia poggia su una circonferenza di metallo che consente di assumere differenti inclinazioni. Il ricavato della vendita servirà a diffondere la conoscenza della ricerca della Bo Bardi e per finanziare i programmi sociali dell’Instituto Lina Bo e P. M. Bardi.

Daniele Capra

Fino al 15 dicembre 2014
Lina Bo Bardi: Together
a cura di Noemi Blager
Palazzo Giacomelli
Piazza Garibaldi 13 – Treviso
linabobarditogether.com
bardisbowlchair.arper.com

 

 

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Daniele Capra (1976) è giornalista, curatore indipendente ma militante. Tra le mostre curate la personale di Matteo Fato alla Fondazione Dena di Parigi, Contractions presso Dolomiti Contemporanee, Fisiologia del Paesaggio per i Musei di Zoologia e Anatomia Comparata dell’Università di Bologna, Let’s Go Outside per il Comune di Milano, Drawing a Video al Museo Janco Dada di Haifa e la IV edizione del festival Tina-B di Praga. È stato curatore del Premio Emergente Europeo Trieste Contemporanea nel 2008 e nel 2009, giurato all’International Onufri Prize di Tirana. Scrive per Artribune, per Nordest Europa e per i quotidiani veneti del Gruppo Espresso. È membro del comitato scientifico del festival culturale Comodamente. Vive un po’ troppo di corsa, con molti libri ancora da leggere ed il portatile sempre acceso.