Com’è andata Paris Photo 2014? Ecco le videointerviste a galleristi e artisti italiani presenti per quest’edizione della fiera transalpina

Alle due torinesi Guido Costa Projects e Photo & Contemporary, quest’anno, si è aggregata solamente la bresciana Paci Contemporary. A dimostrazione del fatto che, nonostante pochi lodevoli esempi, il mercato italiano della fotografia – non quello della ricerca artistica in ambito fotografico – sia ancora troppo marginale, se confrontato al panorama internazionale. L’accentuarsi dell’enfasi su […]

Alle due torinesi Guido Costa Projects e Photo & Contemporary, quest’anno, si è aggregata solamente la bresciana Paci Contemporary. A dimostrazione del fatto che, nonostante pochi lodevoli esempi, il mercato italiano della fotografia – non quello della ricerca artistica in ambito fotografico – sia ancora troppo marginale, se confrontato al panorama internazionale. L’accentuarsi dell’enfasi su un’arte, le cui potenzialità sono infinite – anche grazie a miscellanee tra arte visiva, fotografia ed installazione –, vede svilupparsi un mercato florido e amplissimo, soprattutto in contesti quali la Francia e Stati Uniti.
Nella giornata conclusiva della fiera Paris Photo, arrivano le interviste di Artribune ai protagonisti che raccontano com’è andata. Ottima si è rivelata per Paci Contemporary la scelta di presentare un solo show, con l’artista Leslie Krims, la cui critica sociale viene ampiamente espressa negli scatti vintage in mostra. Tabù religiosi e sessuali, nonché gli stereotipi nella società americana, vengono dissacrati e messi a nudo, attraverso un’acre visione della realtà, che sfocia e si rivela nell’ironia e distacco delle fotografie. Photo & Contemporary, dal 2011 un habitué di, predilige un connubio tra opere storiche di altissimo valore, quali gli scatti di Gabriele Basilico e Luigi Ghirri, con quelle più recenti di Francesco Bosso e Giovanni Gastel. Questo doppio taglio, permette un’ampia veduta sulla fotografia contemporanea in Italia, attraverso un confronto – e per tematiche e soggetti, e per stile – tra due grandi maestri ed escursioni nella moda e still life con l’artista Gastel, con un meraviglioso trittico in bianco e nero, ed i paesaggi selvaggi di Bosso, la cui ricerca risente delle influenze di autori americani, dei quali segue il medesimo filone.

Guido Costa projects, invece, arrivata alla sua ottava partecipazione alla fiera, presenta una pregiata selezione di stampe vintage in bianco e nero di Nan Goldin, dell’inizio degli anni Settanta, esposte in questa occasione per la prima volta; oltre a una nuova serie di lavori di Paul Thorel: due opere astratte in forma ellittica. Tra gli altri esposti dalla galleria vi sono Boris Mikhailov e Carlo Valsecchi con Factory Series. 13 nel complesso gli artisti italiani esposti all’interno della fiera: oltre a quelli già citati è stato possibile ammirare i lavori di Luca Campigotto, Maurizio Cattelan, Pierpaolo Ferrari, Goldschmied & Chiari, Nicola Lo Calzo, Laura Quilici e Paolo Ventura; e per ciò che concerne l’editoria, Nicolò Degiorgis e Davide Monteleone. La casa editrice Damiani, inoltre, è l’unica presenza per l’editoria, grazie anche all’approccio innovativo e di ricerca del format dei libri proposti, nonché ad un’altissima qualità della stampa, trattando i libri stessi come veri e propri oggetti d’arte.

– Claudia Brivio (video Cesar Mezzatesta)

 

 

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Claudia Brivio
Claudia Brivio si laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano nel 2004. Da anni lavora come progettista e designer viaggiando tra Milano, Londra e Parigi. Da sempre appassionata di arte contemporanea e fotografia, intenta nuovi punti d’incontro tra la propria professionalità, che è più che altro una passione, e i molteplici e poliedrici interessi.