Chi vuol risolvere l’enigma più resistente della storia dell’arte? È racchiuso in una scultura collocata in Virginia, nel cortile del quartier generale della CIA…

Il luogo è probabilmente il meno indicato per tenere celato un enigma: ovvero il quartier generale della CIA a Langley, in Virginia. Eppure c’è qualcuno che da 24 anni tiene sotto scacco agenti speciali, investigatori, studiosi di tutto il mondo: ed è – lo direste mai? – un artista, Jim Sanborn. Il quale 24 anni […]

Il luogo è probabilmente il meno indicato per tenere celato un enigma: ovvero il quartier generale della CIA a Langley, in Virginia. Eppure c’è qualcuno che da 24 anni tiene sotto scacco agenti speciali, investigatori, studiosi di tutto il mondo: ed è – lo direste mai? – un artista, Jim Sanborn. Il quale 24 anni or sono installò una sua scultura nel cortile, titolo Kryptos, con una base di granito su cui poggia una lastra di rame perforata da 865 caratteri cifrati. Nel 1999, nove anni dopo l’installazione, solo tre dei quattro messaggi nascosti dalla scultura erano stati decifrati: ma il passaggio finale, di soli 97 caratteri, continua a resistere. Nel 2010 Sanborn decise di dare una mano ai criptologi, rivelando che i caratteri dal 64 al 69 erano NYPVTT, poi decifrati come “BERLIN”. Ora, quattro anni più tardi, attraverso il New York Times l’artista svela i caratteri da 70 a 74: le nuove indicazioni spostano il mistero verso Berlino, e in particolare verso un orologio conservato nella capitale tedesca, ma la soluzione finale pare ancora lontana. Chi volesse cimentarsi, temiamo che dovrebbe recarsi a Langley di persona: noi ci limitiamo a mettervi a disposizione qualche immagine…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.